Benvenuti... leggete e lasciate un commento, è sempre ben accetto!
... e se ne avete voglia date un'occhiatina al mio album di fotografie

lunedì 29 dicembre 2008

Fractalius!

Una paperotta...

Potrebbe pronunciarlo Mago Merlino... sembra una formula magica, ed in parte lo è!

In realtà si tratta di un fantastico plug-in per Adobe Photoshop, prodotto da RedFieldPlugins (in realtà questo è l'unico prodotto decente che propone sul mercato). Agendo sugli slider che la finestra del plug-in ci presenta si possono trasformare banali e squallide fotografie in "dipinti di luce". Un esempio è questo tenero micetto (non è farina del mio sacco, ma sono magnanimo e oggi farò pubblicità a terzi).

Indubbiamente il software lascia intravedere potenzialità immense, l'unico neo è la mancanza di un tutorial o una guida dettagliata che spieghi il significato di tutti i parametri che si vanno a regolare. Io uso una tecnica infallibile che è quelle che usa il 99% degli utenti... faccio generare al programma impostazioni casuali (altrimenti che ci sta a fare il tastino "RANDOM"???) e quando riconosco più o meno l'effetto desiderato aggiusto i valori spostandoli di poco.

Il giglio qui sotto invece è il risultato di uno dei primi esperimenti.

La paperetta in alto è frutto dello stesso plug-in, ma utilizzato in modo da generare una sorta di disegno a carboncino.

Petali di Fuoco

OOOKKK... direi che può bastare: spero di avervi messo la pulce nell'orecchio (se ce ne sono andate due ...LAVATEVI). Ora tocca a voi scaricare la versione demo con gli odiosi watermark (o trovare una versione full da qualche parte <fischiettando distratto>) e divertivi a creare i vostri disegni luminosi.

Con questo la finisco qui: vi auguro di divertirvi per San Silvestro e di iniziare un felice 2009!!!

Ci vediamo l'anno prossimo...

Auguri ... da Fremebondo!

giovedì 25 dicembre 2008

Buone Feste!

Lo so, lo so, è quasi un mese che non pubblico niente... è stato un mese un po' "di corsa"...

Qualche fotina ci sarebbe ma non ho trovato il tempo di preparare un commento. Se vi va, trovate tutto su Flickr!

Sempre di corsa ne approfitto per augurare a tutti i miei visitatori di trascorrere un FELICE NATALE e di iniziare in gran forma il nuovo anno.

AUGURI A TUTTI!!!!

domenica 30 novembre 2008

Caduta libera

Ci risiamo... quando mi prende una fissazione non c'è nulla da fare. E adesso c'ho quella della roba che casca.

Oggi ho fatto cascare ... un uovo!

Sono le tagliatelle della... Vannettina!

Il trucco è il solito: il micidiale marchingegno autocostruito che fa scattare la macchina fotografica al momento giusto! A questo ho aggiunto un paio di flash, uno sulla sinistra, a una cinquantina di cm di distanza, con un'aletta laterale in modo da non illuminare lo sfondo, l'altro davanti alla scena, leggermente sulla destra, con un ombrello diffusore bianco traslucido.

Quindi basta aggiungere due etti di farina e un paio di uova :-D

Lo scatto è riuscito al secondo e ultimo uovo!

Mentre sto scrivendo mi è venuta in mente un'idea per la prossima foto: immaginate il solito uovo che casca, però togliete la farina e mettete un bel guscio attorno all'uovo... CRACK!

Si, ci proverò, anche se in quel caso le uova saranno a perdere, e non potranno esser trasformate in una cofana di tagliatelle come stavolta.

Alla prossima,

BUON APPETITO!

martedì 11 novembre 2008

FInesettimana in barca... (a vela ?!?!)

Le parentesi in questo caso sono d'obbligo: in tre giorni di navigazione il motore è stato spento si e no un'oretta!
Comunque... andiamo con ordine.
Venerdì mattina alle otto sono già in autostrada, diretto a Pisa. L'appuntamento è alle 9 alla barca. Oltre a me e Marco, in barca c'è il super-ing, anche lui Marco all'anagrafe, che da qui in avanti chiameremo Marco-ing per distinguerlo da Marco-cpt (Oh captain, my captain!).
I Marchi arrivano alle 10 passate :-(
Pazienza.
Imbarchiamo il gasolio, l'acqua e tanta, tanta, ma proprio tanta cambusa, e verso le 11 molliamo gli ormeggi. Fuori dall'Arno la giornata si preannuncia all'insegna del Pot-Pot-Pot... mare calmo e una bava di vento. Andrà meglio nei giorni successivi?!
Non si può veleggiare... e allora si mangia. Mentre Habibi scivola sulla sua carena appena ripulita, con la prua a 207°, i tre marinai si godono una lauta porzione di pennette salsiccia e zafferano, e concludono con un paio di muffin al cioccolato che ha preparato la mia fidanzata (link).
La navigazione prosegue abbastanza noiosa con le traine in acqua. Sopra di noi il cielo da il meglio (o il peggio) di se, mettendo in mostra tutte le nuvole conosciute alla scienza metereologica. Lo spettacolo è un po' inquietante ma indubbiamente pittoresco.

Solo nella tempesta
L'equipaggio è sempre meno attivo... all'orizzonte non c'è traccia di "anima criata". O quasi! Quando siamo al traverso di Gorgona un minuscolo compagno di navigazione atterra sulla poppa di Habibi! Un piccolo uccellino tutto solo fa una sosta a bordo per rifocillarsi, calmare il suo cuoricino, e riprendersi un po'!

Clandestino a bordo
Rimane a bordo una ventina di minuti, e nel frattempo stermina tutti gli insettini che riesce ad individuare, snobbando le briciole di muffin che noi affettuosamente gli porgiamo, e saltellando sulle nostre cerate, forse alla ricerca di un pochino di tepore. Non sembra per niente spaventato da noi e si lascia accarezzare senza troppi problemi. Nel giro di 2 minuti ha esplorato tutta la barca, dal pozzetto alle crocette. Ad un certo punto ha ripreso la sua strada senza perder troppo tempo nei saluti, e noi che speravamo restasse con noi fino all'arrivo siamo rimasti con l'amaro in bocca.

Il marinaio e ... l'albatros
La navigazione prosegue dopo il tramonto, e solo a 5 miglia da Capraia si alza un po' d'aria che ci spinge a 5 nodi e ci permette di togliere motore. Arriviamo in porto alle 21, ma questo risulta chiuso per lavori. Entriamo comunque e ci ormeggiamo alla banchina del distributore di benzina, nel porto semi-deserto. La pigrizia ci consiglia di andare a mangiare un fritto misto da Beppone (il ristorante del porto di Capraia) anzichè cucinare in barca. Una decisione che ci costerà cara, visti i prezzi che l'oste ci riserva... 20 euro solo la porzione di fritto.
La notte trascorre tranquilla e la mattina, dopo aver fatto gasolio, siamo di nuovo pronti per partire. La cattiva impressione che abbiamo avuto la sera, per essere stati spennati al ristorante, peggiora la mattina, quando la direttrice del porto, che conosce Marco-cpt, chiama al cellulare e ci fa notare con tono stizzoso che siamo ripartiti senza pagare il porto. Un porto CHIUSO, che non offre servizi, del quale non abbiamo usato ne acqua ne corrente elettrica, per di più ormeggiati al distributore dal quale ci siamo anche serviti. E siamo fuori stagione! Inoltre la suddetta direttrice aveva comunicato giorni prima a Marco-cpt di essere in ferie! Amareggiati per questo comportamento ci mettiamo d'accordo per inviare il pagamento una volta rientrati. Personalmente credo che passerà del tempo prima che rimetta piede in Capraia.
Rimaniamo a rimugginare sull'accaduto per le ore successive, finchè le traine cominciano a fare il loro lavoro. Habibi sembra un peschereccio, con due canne che sporgono dalle fiancate e una lenza che parte dalla metà del paterazzo, tirata su per mezzo della cimetta della bandiera. Nel giro di due ore abbiamo cinque tombarelli che ciondolano a poppa. Marco ne cucina uno in maniera eccelsa... carpaccio con fagioli e cipolla per antipasto, sugo per la pasta, e filetti al limone cotti sulla piastra. Da leccarsi i baffi! E pensare che ODIA il tonno!!!
Dopo 30 migia in rotta 97° arriviamo davanti al golfo di Baratti, verso le 16. E lì decidiamo che ci siamo rotti del pot-pot-pot. Anche se il vento è pochissimo il motore viene spento e le ultime miglia si percorrono a meno di due nodi. Queste sono state senz'altro le due miglia più belle di tutta la navigazione: il sole, ormai ad un palmo dall'orizzonte, illuminava il promontorio di Populonia, completamente verde per la presenza dei pini marittimi. L'acqua scorreva lentamente lungo le fiancate, come una musica silenziosa, accompagnata dai deboli ticchettii del sartiame che sfiorava l'albero. Il silenzio.
Infinito
Per me un'ora di navigazione come questa da senso all'intero viaggio, e paga abbondantemente le ore di motore. Un'ora in cui nessuno a bordo aveva coraggio, o meglio, voglia di aprir bocca, tutti estasiati dallo spettacolo e desiderosi di assorbirne ogni istante.
Una volta raggiunto l'ancoraggio diamo fondo in 3 metri d'acqua, e io mi infilo in cuccetta, dove rimango fino alle 21, mentre i Marchi pescano un po' di minutaglia, insufficiente per qualunque preparazione, che verrà successivamente liberata. La cena è a base di fagioli e salsiccia, un'ottimo modo per scaldarci e mandarci a dormire soddisfatti. La mattina di buon ora si riparte con la prua a nord, diretti verso casa. Mi esibisco in una partenza a vela, quasi in assenza di vento... non c'è verso: si rolla il fiocco e ....pot-pot-pot! Il viaggio piuttosto noioso viene ravvivato ogni tanto dall'avvistamento lontanto di qualche delfino. Io ammazzo il tempo con una dormita infinita in pozzetto, disteso sul saccone dello spinnaker. All'altezza di Livorno, quando il sole si è avvicinato all'orizzonte, il mare è diventato letteralmente olio, senza la minima increspatura per miglia e miglia. Il sole riflesso gli dava un colore talmente ambrato che sembrava di navigare nell'oro fuso! Indimenticabile.
Tramonto dorato
Come ogni viaggio anche questo ha dovuto finire, all'ormeggio nell'Arno, dove dopo aver salutato l'ingegnere e il mitico Capitano ho ripreso la strada verso casa... non senza il desiderio di tornare presto a navigare!

P.S. Durante questa navigazione ho registrato le mie prime 1000 miglia di navigazione!!! Tanti auguri a me.. tanti auguri a me!!!

domenica 19 ottobre 2008

Forza Preside!!!

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La notizia del TG mi ha lasciato attonito... http://www.gonews.it/articolo.php?at=23416

Questo è un intervento diverso dal solito per dire al nostro Preside che i suoi studenti lo rivogliono in facoltà, a far lezione, alle assemblee, soprattutto in un momento come questo in cui l'università se la passa male!

Perchè possa rialzarsi dopo la seppur terribile caduta...

FORZA PRESIDE!!!

sabato 18 ottobre 2008

Ode al Vino

Ode al vino

 

Eccomi... finalmente, dopo giorni di stallo, torno a pubblicare qualcosa su 'sto blog! Gli ultimi corsi all'università e la tesi che mi sta prendendo molto tempo non mi permettono di dedicarmi troppo alla fotografia. Oggi però sohno riuscito a ritagliarmi una mezzora per scattare un po'. Inizialmente volevo fare i ravioli per la cena di stasera, e ne avrei approfittato per immortalare un tuorlo che si tuffa nella fontana della farina, ma la mancanza di ricotta e di qualsiasi altra cosa potesse andare nel ripieno mi ha costretto a cambiare soggetto. E allora mi sono guardato un po' intorno e ho visto una bottiglia di vino. Perchè no?

Carta adesiva bianca per lo sfondo, un bicchiere appoggiato inclinato su un sostegno e fissato col nastro adesivo, un paio di treppiedi, due flash, un ombrello bianco, un set di ricetrasmettitori per controllare i flash, e dopo mezz'ora la scena era pronta. Con il controllo per lo scatto remoto nella mano sinsitra e la bottiglia di vino rosso nella destra ho scattato una decina di foto, ogni volta svuotando il bicchiere, e facendolo cadere un paio di volte (non si è rotto, ma preferisco non raccontare in che stato era il pavimento della cucina una volta finito il lavoro!).

Quindi con un po' di Photoshop ho sistemato i livelli e i colori, ho applicato un filtro pseudo-HDR, e ho incorniciato il tutto con dei versi di Neruda.

Non male, vero?

Nel pomeriggio si va a funghi... io, la Leti, i suoceri, e la nonna Vanna!!! secondo me non se ne trova nemmeno mezzo, o almeno io non lo troverò di sicuro, però setaccerò il bosco con la macchina fotografica a portata di mano, nel caso ci fosse qualche scena interessante da immortalare. Se così fosse, non mancate al prossimo aapuntamento! Ciao ciao

domenica 28 settembre 2008

Paesaggi HDR

Nuvole sul Garda (HDR)

Finalmente, dopo aver provato e riprovato, sono riuscito a produrre due risultati decenti utilizzando la tecnica HDR. Entrambi sono stati realizzati usando un programma che si chiama Dynamic Photo HDR della MediaChance. La foto in alto è ottenuta dai soliti scatti con cui ho prodotto la foto dell'articolo precedente, ma stavolta ho sostituito l'exposure blending con HDR+Tone Mapping. La foto qua sotto invece è stata ottenuta combinando 8 scatti effettuati ieri a Siena. Il problema maggiore in questa foto è stata la folla che si muoveva in nella piazza. Una volta realizzata l'HDR mi sono ritrovato la scena piena di fantasmi (ghosts). Infatti nelle 8 esposizioni le persone si sono spostate, e quando sono andato a combinarle insieme sono diventate evanescenti sullo sfondo! Altro problema non indifferente è dato dallo spostamento delle nuvole!!! Sembra impossibile, ma nei 15 secondi impiegati per scattare le foto con la mia Sony A100 (che non permette il bracketing automatico su un intervallo così ampio di stop), le nuvole si sono spostate, e nemmeno di poco! Risultato: bordi sfumati, ma per le nuvole questo può andare bene. Il consiglio? Scattare più velocemente possibile, magari disattivando la visualizzazione dell'immagine sul display dopo ogni scatto, per risparmiare tempo.

Il Campo (Siena)

P.S. Anche se non c'entra nulla con la foto... ottimo lo spuntino al Bar dell'Orso, uscita Monteriggioni sulla FI-SI, subito sulla destra: un fantastico tagliere di formaggi, salumi, sottoli, un buon vino rosso della casa, acqua e caffè, 17 euri a testa! Andateci.

Un grazie ad Edoardo per avermi suggerito questo posticino.

 

P.P.S.

Vedo con piacere che le visite a queste pagine sono più di quanto mi aspettassi, ma mi sembrate un po' avari con i commenti!!!! Forza, scrivetemi qualcosa ogni tanto!

Ciao, Gabriele

mercoledì 24 settembre 2008

Finesettimana sul Lago di Garda

In un unico post, una nuova foto e il resoconto della vacanzina (raccontata dalla mia fidanzata, eh oh, mi fa fatica scriverlo :-P )...

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E con il nostro viaggetto veronese si conclude questa bellissima estate!

Tre giorni fantastici in cui ho trovato tutta la carica necessaria per affrontare "la grande avventura" che mi aspetta fra qualche giorno,e in cui ho capito ancora una volta che "sei l'unico  amore che vorrei se non ti avessi con me". Sarà un resoconto un po'lunghetto...

Day 1

Partenza alle 5.30 di mattina , "modalità Cannone", e la Mini macina chilometri in mezzo alle fattorie e alle campagne senza vedere neanche una collina all'orizzonte, Bologna, Modena, Mantova...e poi finalmente il cartello "Verona"...siamo arrivati! Lascio le amate Converse rosse in bauliera e opto per gli anfibi, vista la pioggia, e ci incamminiamo verso il centro, io imbacuccata nella sciarpa arcobaleno e  con l'ombrello... passiamo davanti all'arena: bellissima!  vedo i camion con le transenne e i pezzi del palco...il concerto prende forma! Poi passeggiata nel centro: Via Mazzini, Piazza Erbe, le tombe scaligere, e il balcone di Giulietta...appiccichiamo un fogliettino nel vialetto che porta al cortile,che scompare subito in mezzo a centinaia di altri scritti in tutte le lingue del mondo...vandali sì, ma è romaaantico! E poi via verso il lago. Visitiamo qualche paesino molto caratteristico (terrazzini, rampicanti, barche, papere...) con degli scorci bellissimi ,e il fotografo della situazione si sbizzarrisce(guardate le foto, mi raccomando): Torri del Benaco, Bardolino, Lazise.Bellino bellino. Nel tardo pomeriggio ci dirigiamo verso Pozzolengo in cerca del B&B "La Colombara": a quanto pare Bossi sta sbudellando mezza Legalandia perché abbiam fatto un giro assurdo per raggiungerlo, lavori in corso ovunque! Arriviamo, incontriamo i proprietari che ci accompagnano in camera; bellinaaaa! Tutta rosa, col soffitto di legno,il letto in ferro battuto e le tendine a fiorellini, con una bella vista sulla campagna...anche se noi dimolto abbiam visto la nebbia padana! Bravi, buon gusto e molto gentili, per essere dei probabili leghisti! Si pisola un po' prima di andare a cercare un posto dove mettere qualcosa sotto i denti, e i padani ci consigliano un agriturismo vicino...oltre che gentili ci capiscono anche di cucina! Dico solo che dopo un risotto buonissimo e pollo alla griglia siamo tornati al B&B moolto soddisfatti e io un pochino troppo allegra per i miei standard:il liquore alla liquirizia ha fatto effetto!

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Day 2

Qui cercherò di dilungarmi poco perché sono impaziente di arrivare a raccontare la parte più bella: il concerto! Sveglia nella camera chiccosa dopo una dormita rilassantissima (che letto comodo!) e colazione moolto abbondante (forse per i padani non eravamo abbastanza in carne??che volessero farci al forno per cena?). Ripartiamo verso il lago e visitiamo Sirmione e Peschiera: molto bello, facciamo anche una passeggiata sul lago e altre foto. Poi, visto che la mania dello scatto non ha fine, andiamo a visitare il "parco faunistico Natura Viva", e lì ho sfoggiato tutte le mie doti di pilotessa distruggendo quasi la frizione della povera Mini! Comunque non capita mica tutti i giorni di guidare in mezzo alle giraffe! Infatti la prima parte del parco si poteva visitare in macchina lungo un percorso che passava proprio in mezzo ai grandi spazi dove vivono gli animali che il parco ospita, e quindi ci siamo trovati circondati da zebre, ippopotami, lama, che il reporter (Gabri) ha adeguatamente immortalato mentre la povera Mini sighiozzava per il mio piedino delicato. Passiamo alla seconda parte del parco, da visitare a piedi; nonostante odi il tenere gli animali in cattività, specialmente in delle gabbie striminzite, questo parco (non lo definirei zoo) mi ha fatto una buonissima impressione: tutti gli animali hanno vaste zone dove poter vivere e in cui è stato ricreato il loro habitat naturale...niente sbarre, per intendersi, e riescono addirittura a riprodursi in maniera naturale.  

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E ora arriva il dELIrioooooo!!!! Il concertooooo!!!! Verso le 16 partiamo per Verona, dove dovevo incontrarmi con dei colleghi elisanti conosciuti su internet prima del concerto. Inutile dire che poiché il concerto ha fatto sold out, Verona era piena zeppa di macchine, e che a trovare un dannato parcheggio(17 euri, ladri!) c'abbiamo messo quasi due ore....quindi niente incontro con gli altri toffoli, almeno per il momento. Dopo aver constatato il casino di gente che c'era già davanti all'arena (noi posti riservati, tié)andiamo a sgranocchiare qualcosa in un bar dove assaggiamo anche lo spriz (il cocktail padano per eccellenza), e poi torniamo fra la folla aspettando di entrare....e entriamoooo! L'arena è bellissima, anche se me la immaginavo più grande è davvero l'ideale per i concerti. Nientemeno, ci regalano la locandina (dove Elisa sembra rocky, ma pazienza!) e il libretto con la scaletta di "Mechanical Dream" dove Elisa spiega anche il perché dello spettacolo: la fusione fra l'essenza sognante e melodica della sua musica con quella più energica e rock. Prima dell'inizio incontro qualche toffolo, Giò, Dany e Simo...finalmente dei miei simili! è un po' strano incontrare di persona qualcuno che conosci solo virtualmente, ma è tato simpatico! E ora comincia il dELIrioo! Vorrei essere altrettanto precisa anche nel descrivere il concerto, ma è stata una raffica continua di brividi e di emozioni, quindi una descrizione nei minimi dettagli non renderebbe assolutamente l'idea. [...]  Il povero Gabri ha dovuto sopportare tutti i miei applausi e i miei strilli, poverino! Però vedi, è quello che succede a invitare la propria ragazza a un concerto dopo dieci giorni che la conosci...stà sicuro che lei ci si abitua, hihi! Ma via, ci vuole un po' di entusiasmo, mica come quei morti che avevo accanto e che non hanno cantato neanche una canzone! L'unico dato negativo è che quel simpaticissimo mastino della security ha fulminato Gabriele quando ha tirato fuori l'attrezzatura da safari per far le foto :"niente teleobiettivo", quindi niente foto.. quelle sotto sono scaricate dalla rete. E' stato un concerto fantastico, e sembrerà strano che mi emozioni così tanto per una serata di musica...ma chi mi conosce sa che questo entusiasmo è tipico di me! Amore, grazie per avermi accompagnata in questa avventura e per non aver pensato "questa è matta" nonostante ogni tanto abbia manifestato la mia ammirazione con mooolto entusiasmo! Mi hai regalato una serata ancora più bella stando lì accanto a me. I love you!

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Day 3 

Puff pant! Quanto mi sto dilungando! chissà che palle a leggere tutto! Del terzo giorno c'è poco da dire....GARDALAND! C'ero già stata con le friends qualche anno fa, ma mi son divertita troppo! Stavolta niente Blu tornado, avevo già strillato abbastanza con due Magic Mountain di fila! Bellini anche tutti gli altri giochi che avevo già fatto,i tronchi e la Fuga da Atlantide, anche se non mi ricordavo ci si bagnasse così tanto! Osservare le scansioni delle 2 foto che abbiamo comprato,in cui potrete ammirare tutte le otturazioni di Gabriele che urla a bocca spalancata!

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Fine! Che fatiha!   

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VI avevo promesso anche una foto... eccola!

Nuvole sul Garda

La foto qui sopra è stata ottenuta combinando diverse esposizioni (ne ho scattate 9, ne ho utilizzate 4) nella stessa immagine. Non si tratta di un HDR, bensi di EXPOSURE BLENDING (la tradurrei, non letteralmente, "esposizioni complementari"...boh). In pratica in photoshop ho messo insieme tutti i dettagli correttamente esposti da immagini diverse: il sole viene dall'immagine esposta di meno, poi viene l'orizzonte, quindi le nuvole e il lago, infine gli scogli appartengono alla foto con il tempo di esposizione maggiore.

Su Flickr mi hanno contestateo la torre che fa capolino sulla destra, e sono d'accordo anche io... è stato un errore nel ritaglio, sarebbe stato meglio eliderla, ma ho preferito manterenere le proporzioni 10x15 e mi scocciava rinunciare a una porzione di scogli in basso. Ormai la lascio così!

Che dite? Vi piace???

lunedì 22 settembre 2008

Eureka!!!

Archimede diceva così, Puffo inventore avrebbe detto "Ho puff-trovato"...

Qualche lustro addietro, giocando in cortile con Andrea, venne fuori la fatidica domanda: "Te cosa vuoi diventare da grande?" e la mia risposta non lasciò dubbi: "L'INVENTORE!!!".

Oggi, non appena ho finito di montare il mio SPLASH&CLICK (suona bene, no?) ho ripensato ai miei sogni fanciulleschi e alle giornate passate in camera, annodato tra decine di pezzi di spago che davano vita ad un congegno che, attraverso la caduta di una biglia, che faceva scattare l'elastico, che faceva partire la macchina radiocomandata, che..... alla fine si accendeva la luce della stanza! Che cosa meravigliosa...

E adesso mi rendo conto che quel sogno lo sto perseguendo tutt'ora, e che alla fine essere ingegnere vuol dire anche essere un po' inventore.

Certo oggi non ho inventato niente di nuovo, o di utile per l'umanità, eppure vado fiero di aver costruito questo dispositivo che mi permette di scattare le foto ad oggetti in caduta libera.

L'idea è questa: si lascia cadere da una certa altezza un oggetto, che nella sua caduta attraversa un raggio di luce (in questo caso infrarossa). Il dispostivo è dotato di un "occhio" sensibile a tale luce, e quando vede buio (ovvero quando la sorgente luminosa è oscurata dall'oggetto in caduta) fa scattare la macchina fotografica chiudendo un interruttore apposito.

Per i dettagli e gli schemi... andate in fondo!

Tra i primi scatti realizzati ho selezionato questo.

 

Il primo tuffo

Lo sfondo è un troiaio, la composizione poteva essere curata di più, forse anche l'illuminazione, ma per il momento l'unica cosa che volevo vedere era quanto è preciso il sistema costruito...

Posso dire di essere più che soddisfatto! Variando l'altezza di lancio di diversi centimetri, si sposta l'altezza a cui viene scattata la foto (questo perchè si tratta di un moto accelerato, e la velocità con cui il grave attraversa la luce determina poi l'altezza allo scatto) di millimetri. Questo permette una regolazione ben precisa di quello che verrà catturato allo scatto.

La forcella ottica così realizzata è larga una decina di cm, sufficiente per "splashare" qualunque oggetto vogliate (magari non un incudine o un cubo di granito!).

In questa foto scattata col cellulare vedete il set-up per lo scatto... che bordello!!!

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Nelle prossime puntate cercherò di sfruttare al meglio questo gingillo!

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*** SCHEMA ELETTRICO "SPLASH & CLICK" ***

splash

Ho utilizzato due led IR per illuminare il fototransistore (inizialmente ne avevo messi due in parallelo, ma in questo modo il BC337 stava sempre in conduzione, a meno di non essere al buio assoluto). Sul collettore del BC337 si trova la tensione di saturazione quando non c'è nessun oggetto che oscura la luce infrarossa, altrimenti la tensione passa a 5 V quando è presente l'ostacolo. Ho usato un microcontrollore economico semplicemente per avere una temporizzazione precisa del ritardo con cui azionare il transistore di uscita (ho usato di nuovo un BC337, ma potete usare quello che volete). Nella versione finale del Firmware ho rimosso il ritardo nel codice del microcontrollore, dal momento che la macchina fotografica introduce di suo diversi millisecondi di ritardo tra l'accensione del BJT e lo scatto vero e proprio. In ogni caso questo schema generale può essere adattato a qualunque configurazione e macchina fotografica (nel mio caso una Sony A100, che scatta quando vengono cortocircuitati due piedini del terminale REMOTE).

Per domande e chiarimenti... fremebondo@tiscali.it

martedì 16 settembre 2008

Dalla Cina con furore!

E finalmente è arrivato l'ennesimo pacchetto "targato" HK, contenente alcuni accessori per la macchina fotografica, ordinati qualche settimana fa dalla Cina! Ormai su Ebay ci faccio anche la spesa: i prezzi sono incredibili, la qualità è cinese (connettori che ballano un po, spinotti troppo grandi o troppo piccoli, materiali scadenti...) ma per l'uso che ne devo fare va benissimo così.

Con quest'ultimo ordine ho comprato un adattatore per la slitta del flash della mia Sony, che ha ereditato quella della Minolta, tutta diversa da quella universale delle altre macchine... con questo accessorio si risolve il problema. Inoltre ho comprato un trasmettitore e due ricevitori per utilizzare il flash staccato dalla macchina fotografica.

Il primo esperimento è stato questo...

Ira funesta (Studio illuminazione)

La luce rossa è emessa da un vecchio Soligor TIF340, appoggiato sul pavimento, con un filtro rosso sulla lente (costo zero: ho stampato diversi rettangoli colorati su un foglio di acetato traspartente per stampanti inkjet e poi ho ritagliato... filtri fantastici). Il flash è controllato mediante il suddetto trasmettitore/ricevitore. La luce bianca che illumina la mano con il coltello è invece proiettata dal Sigma 530DG, infilato in uno snoot (tubo di cartone che crea uno spot luminoso circoscritto) e montato su di un treppiede. Questo secondo flash è controllato dal primo (scatta automaticamente quando rileva il lampo del primo) in quando non è controllabile con il secondo ricevitore (non so bene per quale incompatibilità).

Adesso sono alla ricerca dell'ispirazione per utilizzare i miei flash, e soprattutto sono alla ricerca di un terzo flash (unico requisito: possibilità di regolare manualmente la potenza).

Se avete suggerimenti...i commenti sono qui per questo!

sabato 13 settembre 2008

Racconti di mare... e di vita

Oggi è una giornata di pioggia, e io mi sono finalmente preso il tempo per leggere un racconto trovato sul blog di Davide (amico VeLista) che da tempo mi ripromettevo di prenderlo in mano...

La mia prima barca di Nunzio Platania

E' il racconto di un siciliano che qualche decina di anni fa ha comprato la sua prima barca, a Pordenone, e di come l'ha portata a casa. Un racconto, anzi, un breve romanzo, che fa sorridere, sognare, commuovere!

Ne consiglio vivamente la lettura... una volta iniziato ve lo mangerete in un quarto d'ora, garantito!

E naturalmente... fatemi sapere!

giovedì 11 settembre 2008

Il tuo futuro

Il tuo futuro comincia adesso, o meglio è cominciato ieri, quando sono state pubblicate le graduatorie dei test di ammissione!
Sii sempre felice e orgogliosa di quello che farai nei prossimi anni di studi, e vedrai che non avrai mai rimpianti.
Spero di poterti aiutare ogni volta che ne avrai bisogno.. per il momento di dedico questa foto:
"Come ti vedo tra 6 anni"

Buona fortuna, mia futura dottoressa!


Come ti vedo tra 6 anni...

martedì 9 settembre 2008

Diario di Navigazione - 22-25 Agosto 2008

Habibi



22 Agosto:
Alle 7 suona la sveglia.. inizia così la nostra mini-crociera nel Golfo dei Poeti.A bordo di Habibi (è la barca di Marco, amico VeLista, in questi giorni in vacanza via terra, purtroppo per lui) ci siamo soltanto io e Letizia, la mia fidanzata, che abbiamo dormito in barca per essere pronti all'azione di prima mattina. Il resto dell'equipaggio deve arrivare a breve.E allora AZIONE! Moka sul fornello e poi subito fuori a fare acqua e a rassettare un po' la coperta per la partenza imminente, cercando di non esibirsi in pattinaggio su "cacca di rondine mista a fresca guazza del mattino". Alle 8 salgo in macchina, sosta alla Tamoil per riempire la tanica di gasolio, quindi diretto alla stazione di Pisa S. Rossore, dove puntualissime o quasi arrivano Anita (mia ex-compagna di liceo) e Federica (sua attuale compagna di università). L'equipaggio è completo, tutte donne! Direte voi... che vita!!! Dico io... che fatica!!! Tocca fare tutto a me!Comunque, alle 8e30 siamo di nuovo a bordo, i serbatoi d'acqua son pieni d'acqua, quello del gasolio è pieno di gasolio (speriamo di non aver fatto il contrario) e la tanica è al sicuro nel gavone di poppa, la cambusa straripa dai mobiletti e dai gavoni e i bagagli sono stivati dove c'è posto. Le bimbe vengono istruite sull'utilizzo del WC nautico, che su Habibi è ELETTRICO, WOW! E' il momento di mollare gli ormeggi! E allora via le cime e il corpo morto, e poi a tonneggiare sull'ancora che Marco tiene un centinaio di metri a monte rispetto alla corrente (ah, dimenticavo, la barca di solito riposa in Arno), per facilitare l'uscita dal posto barca più scomodo che la mente umana abbia mai potuto concepire. Lascio alla fervida mente del lettore immaginare il colore e la consistenza della cima della suddetta ancora. La manovra riesce e poco dopo siamo già prua (molto zozza, avendo ricevuto il battesimo della già citata cima) al mare. Alle 9 siamo ormai fuori dal fiume e l'acqua cambia lentamente colore, aquistando una tonalità blu intenso, tipica di quel mare che è calmo da molti giorni. Carico sul GPS le coordinate del Tino, l'isolotto più occidentale rispetto al golfo di La Spezia, e affido Habibi al pilotino automatico. Si viaggia a 2500 giri motore e poco più di 5 nodi a causa dell'abbondanza di spinaci e altra verdura appiccicata sotto la carena. Il mare è tecnicamente calmo, in gergo è un olio, il vento tiene a malapena gonfia la randa, il cielo è più che sereno. La traina è naturalmente in acqua, con il solo scopo di sciacquare il cucchiaino, dato che la cattura più grossa della giornata risulterà essere un sacchetto di plastica della Coop. L'Anita e la Federica sono in pozzetto a prendere il sole, la Letizia legge, io mi piazzo all'albero, sdraiato sulla tuga appoggiato alla zattera di salvataggio: la randa mi fa ombra e la voglia di appisolarsi è tanta! Il viaggio prosegue senza intoppi, si avvistano due o tre delfini quando siamo al traverso di Viareggio, ma i miei sforzi per avvicinarli risultano vani, quindi si rimette la prua a NW. Prima di pranzo tolgo motore, la barca rallenta a 2 nodi, e ci concediamo un bagno alla traina (ovviamente questo non prima di aver impiegato mezz'ora per tranquillizzare le signorine e convincerle a tuffarsi). Per sicurezza io mi sono legato con la cintura alla barca onde evitare di mandare a scogli la barca autopilotata con le tre donne a bordo. Tornato a bordo preparo la pappa: linguine con vongole e bottarga. Le vongole fresche del supermercato hanno avuto modo di riprendere sapore in acqua di mare , e una volta schiuse in padella si ritrovano in compagnia della pasta, scolata a metà cottura e finita di cuocere assieme al sugo. A cottura ultimata una bella spolverata di bottarga rinforza il profumo del mare, o almeno così dicono i sardi da cui ho copiato la ricetta, ottima a mio avviso. Alle 15e30 finalmente entriamo nel golfo. Imboccato il canale di Portovenere troviamo mare tempestoso e incrociato, a causa dei motoschifi che trasformano litri di gasolio in inutili scie. Siamo arrivati presto e davanti al paese non c'è grande affollamento, così decido di mettermi all'ancora per sbarcare i passeggeri e andare a fare un giretto a terra. Diamo fondo non troppo vicini al solito ferro da stiro, ma la bruce si posa su un mucchio di sporcizia, non prende e torna su con le marre piene di rete strappata... boh! Si riprova una seconda volta e stavolta la presa è immediata, tanto che la barca inchioda letteralmente e il barbottino mi manda i dovuti accidenti. Qualcosa non quadra... provo a tirare su una decina di metri dei trenta filati (su fondo di 8 metri) ma la catena sembra bloccata e una volta a picco non ci si smuove di li. Potrei sbarcare comunque le signorine ma ho la testa altrove, mezzo incavolato e mezzo preoccupato non ho idea di come venirne fuori. L'acqua è torba e andare a vedere con la maschera sarebbe inutile. Marco non risponde al cellulino. Non so che fare. Mi viene in mente di filare 50 metri, distendere e dare avanti tutta, ma ho paura di danneggiare il musone... esito... ma alla fine penso che è meglio dare il colpo di grazia al musone che già di suo ciondola un po', piuttosto che lasciare ancora e catena all'avvoltoio di turno. La fortuna aiuta gli audaci, dicono, fatto sta che si sblocca tutto senza il minimo sforzo. Si ala in fretta e furia e ci si leva di torno, poco democraticamente, maledicendo Portovenere e il suo fondo di m***a, risaputamente tenitore cagoso! Avevo già in mente di passare la notte nel Seno delle Grazie, una piccola insenatura che si affaccia sul golfo, ben ridossata dai venti occidentali, con un fondo buon tenitore che non supera i 5 metri. La partenza anticipata da Portovenere ci porta quindi ad un arrivo altrettanto anticipato a Le Grazie. Di ferri da stiro stavolta nemmeno l'ombra (qualcosa vorrà dire no?). Do fondo a debita distanza da terra a causa di un'ordinanza della CP e finalmente posso respirare un po'. Anche stavolta, come sempre d'altronde, l'ansia da comando è sempre lì che non mi lascia mai, e si fa più forte quando sono in barca di amici, per cui la responsabilità è ancora più grande. E anche se tutto sta andando bene sono certo di non potermi rilassare completamente finchè Habibi non sarà di nuovo salda all'ormeggio. Nonostante questo il mio equipaggio si merita di sgranchirsi le gambe, e allora gonfio il tenderino da 0,75 persone, ci piazzo il Jonhson 2cv e già mi ritrovo con l'acqua a metà dello specchio di poppa. Quando salgono gli altri 3 passeggeri (3,25 persone di sovraccarico !!! ) l'acqua ci arriva alle ginocchia o quasi :-) E' il caso di ridimensionare i nostri propositi. La Federica viene sempre democraticamente obbligata a tornare a bordo, e in 3 la traversata può dirsi riuscita, dato che siamo bagnati solo dalla vita in giù. Io e la Leti torniamo a recuperare la Fede e di nuovo a terra. Dopo la passeggiatina si dovrà fare il bis... non ci voglio pensare!!!! Il paesino offre ben poco: un bar/gelateria, due ristoranti di cui non so niente, una chiesa abbastanza anonima. Però visto dal mare è bellino, parecchio. Una volta tornati a bordo offro all'equipaggio una doccia calda (o quasi): il sacco trasparente riempito d'acqua al mattino, è stato tutto il giorno in coperta e la temperatura adesso è gradevole. Basta appenderlo, mediante la drizza randa di rispetto, sopra all'oblò del bagno, e con l'apposito tubetto ci si può lavare al sicuro da sguardi indiscreti (tranne quelli del comandante :-P).La cena comincia a prendere forma verso le 20, infornando due chili e mezzo di patate e preparando una frittata di zucchine + 6 uova. Spazzolata la frittata, finiscono in padella gli spiedini di carne. Il tutto condito con birra, bianco frizzantino ghiacciato, il coro dei gabbiani, la brezza della sera, e un cielo pieno zeppo di stelle bellissime. Rimaniamo in pozzetto fino a tardi, alla luce della lampada a petrolio, a goderci il silenzio. Per una serata così credo che valga la pena soffrire l'ansia del comando e quant'altro... e non la cambierei con niente al mondo.Una volta a nanna il capitano stenta a chiudere occhio e si sveglia ad ogni rumore o cambio di vento. Ogni 2 ore sono in coperta, passando dall'osteriggio della cabina di prua, ad osservare la nostra posizione (l'ancora che ara è il mio più grande terrore) e le condizioni del cielo. Eh già, perche in serata le rosee previsioni dei giorni addietro si sono tramutate in avviso di burrasca, SW7 sul mar ligure. Azz!!! La donna del suddetto capitano, brontola nel sonno per i continui risvegli forzati, causati dalle pedate che si prende mentre agilmente (hihihih) scivolo di nuovo in cabina.

23 Agosto:
La mattina alle 8 ci si comincia a svegliare. Mentre il caffè è sul fuoco ascolto il 68 in pozzetto... mare agitato. Ri-Azz: a Marina di Pisa non si entra col Libeccio, a Viareggio meno che mai. Toccherà restare qui? Almeno a vedere che succede ci voglio andare! E allora prima del caffè armo lo stralletto e le volanti, preparo la trinchetta, le lifeline e le cinture. Dopo un ora usciamo dalla diga foranea che chiude il golfo: mure a destra e 3 mani anche se il vento non sembra preoccupante. Una volta passato il ridosso della Palmaria e del Tino il mare cresce ma il vento no. Via la trinchetta e fuori mezzo fiocco, e decido anche di ridare una mano alla randa, anche se questo significa tenere in bando la volante sottovento. Il vento è stabile sui 15 nodi (forza 7???) ma il mare c'è davvero, con onde di 2 metri e passa. Dopo una ventina di minuti vedo che non è cosa, come direbbe Camilleri, e inverto la rotta, direzione Assonautica La Spezia, proprio in fondo al golfo. La raggiungiamo a vele piene, mure a sinistra. Rispondono sul 71 e ci fanno ormeggiare lungo il camminamento che conduce ai pontili, sul lato di ponente, all'inglese (evviva, niente retromarcia!!! Habibi ha dei problemini con la retro...). Piazzati gli spring e sistemata la burocrazia mi rendo conto che è tutto finito, stavolta davvero. Un bel pranzetto svuota-cambusa ci porta a polverizzare mezzo chilo di pesto e una ventina di pomodori, nonchè qualche avanzo della sera prima. Nel pomeriggio si pulisce la barca e ci si riposa, in attesa dei tassisti: i miei genitori si sono offerti di venirci a prendere e portarci a casa... la barca resta lì fino a lunedì, in cui io e Marco, rientrato dalle ferie, torniamo a prenderla insieme.

25 Agosto:
Arriviamo all'Assonautica poco prima delle 10. Spendo 56 euri per due notti, davvero non male per una barca di 10 metri. Alle 10e30 siamo in mare, con pochissimo vento puntualmente dritto sul naso. La traina è in acqua e stavolta mieterà vittime: un sugarello (sgombro) e un altro pescetto di cui non conosco il nome, ma che è comunque finito nel sugo della pasta del lunedì sera. Poco prima di pranzo il vento da buono quel tanto che basta per mettersi di bolina stretta mure a destra, e lasciarci gustare in silenzio un piattone di tordelli freschi di carne conditi col ragù, come li fanno a Camaiore. Dopo pranzo il vento è magnanimo e da ancora buono: si ammaina il fiocco e si issa lo spi, che per comodità viene murato a prua come un gennaker... rende meno ma si fatica anche meno. Si tengono 4/5 nodi, e quando il vento cala trovo il tempo per un ultimo bagnetto a traina. Alle 19.00 siamo in Arno e l'avventura si conclude con un mio ormeggio riuscito alla prima. Salutato il mitico Marco salgo in sella alla moto, rotta "SS1" per Viareggio...

Miglia percorse: circa 60

P.S. L'ennesimo GRAZIE a Marco per aver permesso che tutto ciò accadesse.
P.P.S. La foto in alto è "di repertorio", nel senso che raffigura Habibi, ma in un contesto completamente diverso (in navigazione da Bastia a Capraia, nell'Aprile del 2006).

lunedì 8 settembre 2008

Cuori & fiori

Per le picche e i quadri dovrete aspettare il prossimo turno, per il momento inserisco queste due foto, scattate in questa fine d'estate priva di ispirazione...

Tuo

Questa è stata scattata in camera mia.. soggetto il solito omnipresente cuoricino rosso di gomma. Stavolta nel quadro ci sono anche le mani della mia bimba (piano piano riuscirò a convincerla a posare). Dettagli tecnici? Scena illuminata con il flash in modalità TTL wireless, attraverso un ombrello bianco traslucido, posizionato dietro al soggetto. Per evitare che il lampo del flash integrato illuminasse (seppur poco) la parte anteriore della scena ho schermato il fascio luminoso con una mano mentre scattavo, lasciando che la luce incidesse esclusivamente sul flash remoto.
In fase di post-produzione ho ravvivato leggermente i colori della foto leggermente sottoesposta, ho applicato un filtro HDR per dare più dinamica e profondità alla scena.
Ho provato ad inserire anche un effetto "Dave Hill" ma questo aumenta troppo il rumore non trascurabile già presente.

Colori

Questo geraneo è una delle ultime fioriture presenti nel giardino della suocera, al Secciule (Sarripoli - Pistoia). Ieri stavo vagando per il giardino con la macchina fotografica in mano ma non riuscivo a trovare il mio soggetto. Ho scattato diverse foto ai geranei con un 70mm ma non mi convincevano. E allora, spinto più dalla noia che dall'intuizione, ho montato il 300 macro e ho reinquadrato il fiore. Adesso lo sfondo appare più sfocato, sebbene stia scattando a f/5,6 come con l'altro obiettivo. La prossima volta voglio provare a fare una foto in notturna, con un filtro a finestra su cui ritaglierò una forma (ad esempio una stella). Inquadrando luci lontane dobrebbero apparire sulla "pellicola" come luci della stessa forma della finestra (mai viste in un film le luci sfocate di una città americana illuminata sullo sfondo? Beh, la forma triangolare o eptagonale o x-gonale è data dalla forma dell'otturatore dell'obiettivo... stesso principio).

Per stasera credo di aver consumato abbastanza questi tasti... è l'ora della nanna!
Alla prossima...

venerdì 29 agosto 2008

Concerti

Gianna Tour - Sarzana 2008

Questo è uno dei 270 scatti che ho selezionato tra quelli catturati durante il concerto di Gianna Nannini del 14 Agosto '08 a Sarzana. Dopo averla mancata in inverno, io e la mia bimba non abbiamo perso tempo e appena sono state aperte le prevendite del tour estivo abbiamo comprato i biglietti. Una volta entrati nello stadio Luperi di Sarzana cercando di nascondere l'attrezzatura agli occhi della security ci siamo accampati sul prato davanti al palco, due ore prima dell'inizio del concerto. Il tele 200-400 è diventato inutile perchè eravamo troppo vicini, invece il Tamron 28-200 (il primo obiettivo per Minolta che è entrato in casa mia) è stato all'altezza della serata. Tante foto col flash, che a 10-15 metri illuminava alla perfezione, e molte altre anche senza, a mano libera ma con ISO400. Questa che vedete qua sopra è stata leggermente ritoccata con una sorta di effetto rilievo e quindi trasformata in bianco e nero. Speravo di ottenere qualcosa di questo tipo ma non ci sono andato nemmeno vicino (ma come farà questo qui???).
Tornando al concerto... è stato bello! 2 ore di musica praticamente ininterrotte, con la Gianna padrona assoluta della scena (questa fin troppo essenziale), che ci ha regalato molti dei suoi pezzi arci famosi, sia pescando dai primi album, sia proponendo gli ultimi successi ("Suicidio d'Amore", diversi brani di Grazie e Perle), sia osando "America", sia cantando "Aria" al pianoforte!
Unica pecca... avrà detto si e no 20 parole: contatto col pubblico assente!

Ma se vi domandate il perchè del plurale nel titolo del post... beh, la stagione "concertistica" estiva non finisce qui! In occasione dell'Opera Turandot a Torre del Lago giravano dei depliant relativi alla rappresentazione del musical Notre Dame de Paris, sempre nel teatro all'aperto di Torre del Lago. Così il 27 Agosto eravamo di nuovo li, per assistere allo spettacolo più bello che abbia mai visto in scena in un teatro. Le musiche di Cocciante già le conoscevo, qualche scena l'avevo vista in televisione, ma esserci è davvero tutta un'altra cosa. E' stato tutto fantastico, dai costumi alle scenografie, dai balletti acrobatici agli attori veramente bravissimi. Nonostante la presenza dell'ormai adorato Joe Di Tonno (vincitore di San Remo 08), anche gli altri personaggi sono stati più che degni di calcare il palcoscenico con lui. In particolare a me è piaciuto tantissimo il personaggio di Gringoire, il poeta, che vestiva un bellissimo costume azzurro e ha cantato delle canzoni stupende!

Stavolta niente foto: anche se avessi portato la mia Sony non sarei riuscito a staccare gli occhi dalla scena per metterli nel mirino!
Vi posso solo rimandare ai video di YouTube... BUONA VISIONE!

Bella - Quasimodo, Frollo, Febo


Le Campane - Gringoire, Frollo, Quasimodo

domenica 17 agosto 2008

Bambolina

Bambolina...

Dato che su Flickr nessuno sta cagando questa mia foto, di cui sono particolarmente orgoglioso, ho pensato di postarla anche qui sul blog!
E' uno dei miei primi ritratti effettuati col flash nuovo, anche se, trattandosi di porcellana, non so se sia ortodosso chiamarlo ritratto. Purtroppo la mia fidanzata non si presta troppo volentieri ai miei esperimenti fotografici e non potendo affidarmi ad un altra modella in carne ed ossa mi devo accontentare di questo.
In ogni caso, per chi interessasse: 150mm, f/11, flash Sigma EF530 DG Super pilotato wireless, ad 1/8 di potenza, alla destra del soggetto, leggermente più alto, provvisto di ombrello bianco. A sinistra ho aggiunto un foglio di carta A4 bianco come superficie riflettente. Lo sfondo? Un rotolo di carta adesiva rossa!

lunedì 11 agosto 2008

Riflessi

Barche

In queste settimane sono in una fase di stallo (fotograficamente parlando)... mi muovo poco da casa e mi manca un po' l'ispirazione. Vorrei provare con qualche ritratto ma mi manca il soggetto... cercherò di convincere la mia fidanzata a posare per me ma non è per niente facile :-D
Nel frattempo mi sono costruito una softbox illuminata da 5 lampade a risparmio energetico (come questa) ma è ancora in attesa di un diffusore bianco e soprattutto di qualcosa da illuminare!
Gli unici scatti degni di nota che ho fatto in questo periodo sono quelli del Lago di Massaciuccoli, dal belvedere Puccini di Torre del Lago (LU), prima dell'inizio della Turandot (fantastica, mi è piaciuta da morire).
Se vi è capitato di spulciare nel mio album su Flickr avrete visto una fotografia simile, scattata un anno fa nello stesso posto, in cui il soggetto era un pontile di legno. Stavolta queste due barchette ancorate a poche decine di metri da riva hanno catturato la mia attenzione. La foto è scattata con il diaframma abbastanza chiuso, sia per ottenere una profondità di campo tale da non sfocare eccessivamente le montagne, sia per sottoesporre leggermente l'immagine e ottenere dei colori più caldi...
Nei prossimi giorni prevedo un paio di uscite in barca a vela, in cui spero vivamente di realizzare qualche scatto decente.
Al prossimo click... e Buone Vacanze!

martedì 29 luglio 2008

Sopra ogni sughera il disegno di tutti i miei coltelli ...

La giusta rotta

Siamo a fine Luglio e parte delle mie vacanze con la Letizia sono (purtroppo) finite. Insieme al rammarico mi porto però dietro il ricordo della fantastica settimana trascorsa in posti che definire bellissimi sarebbe sminuente. La nostra "base" in Sardegna è stato un agriturismo situato vicino ad Arzachena (SS) che si chiama "Ca' La Somara". Lo definirei più un bed&breakfast che un agriturismo, dal momento che l'attività agricola è pressochè inesistente. Tutto l'ambiente è sapientemente arredato in stile country-messicano, curato nei minimi dettagli. Abbiamo una camera con bagno in comune con quella adiacente. Vi si accede dalla sala principale dell'edificio più grande, salendo su un soppalco di legno, il cui scricchiolio trasmette immediatamente una senzazione di accoglienza. Aperta la porta della camera del ciuchino bianco (eh si, asinelli colorati al posto dei numeri per identificare le camere) ci troviamo sul soppalco della nostra camera. Scendendo la scala interna arriviamo al piano terra, dove si trova il letto matrimoniale, in ferro battuto, con una bellissima coperta bianca in stile sardo.

Sulla spiaggia

Il resto dell'agriturismo è un paradiso, fatto apposta per far riposare i suoi ospiti: piscina, lettini, e una fantastica zona relax in cui sono appese diverse amache bianche e arancioni, dalle quali non sarei mai voluto scendere! L'unico aspetto che non ci è piaciuto? La cena, che non ha niente di tipico, e purtroppo non ha nemmeno uno "stile" ben definito... e non è nemmeno troppo abbondante ad essere sinceri. Meglio fare un salto a Cannigione, davanti alla chiesa del paese, e sedersi (prenotando) ad uno dei tavolini di plastica della Tavola Azzurra: si tratta di una rosticceria che la sera apparecchia in modo molto spartano (stile festa dell'unità) dei tavoli lungo una stradina che conduce sul porto. Noi abbiamo mangiato un favoloso risotto alla pescatora, o degli spaghetti con vongole e bottarga che obbligano a fare la scarpetta! Porzioni molto abbondanti (bastano per due) e prezzi umani!

Tangaroa

Ma quando si parla di Sardegna si pensa certamente ad altre cose...Il MARE! Non c'è un modo per descriverlo tale da rendergli giustizia. Il colore dell'acqua che ho visto dal Tangaroa (la barca a vela che ci ha portati a Budelli), che era davanti a me mentre ero sdraiato sulla spiaggia del Velo della Madonna... è un colore che assume talmente tante sfumature di blu/azzurro, talmente tanti riflessi diversi, che non è facile da raccontare, ne da catturarlo con un obiettivo! (Il filtro polarizzatore in ogni caso mi ha aiutato moltissimo)

Bianche vele

Ma il mare non è solo quello che si vede nelle cartoline: anche altri posti meno famosi, come il golfo di Cannigione o la Valle dell'Erica, nei pressi di Santa Teresa di Gallura, meritano senz'altro una visita. Certo, bisogna munirsi spesso di ombrellone, stuoie e attrezzatura varia, perchè raramente si tratta di spiagge attrezzate (anche se ultimamente cominciano a spuntare tratti di spiaggia in cui si possono affittare gli ombrelli e le sdraio anche per un giorno solo). Insomma, tutti ne parlano, tutti ne sentono parlare, ma l'unico modo per rendersi conto di cos'è la Sardegna è quello di fare i bagagli, prenotare un traghetto e partire!

Quindi ... buon viaggio!!!

Un tuffo in paradiso

P.S. Per caso mentre eravamo là, siamo venuti a sapere che a Tempio Pausania ci sarebbe stato un concerto della P.F.M. in memoria di Fabrizio de Andrè: comprati i biglietti (10 euro!!!) e macinati una 50ina di chilometri, mangiata una pizza fantastica al New Train (nel centro di Tempio, in piazza della chiesa) e raggiunto lo stadio, abbiamo trovato una temperatura pseudo-invernale e un vento inizialmente fastidioso, ma che una volta iniziato il concerto ha contribuito a rendere l'atmosfera ancora più magica, facendo correre sul palcoscenico il fumo generato delle apposite macchine... basta un click qui sotto per rendersene conto!!!

lunedì 14 luglio 2008

Nuovo acquisto

Rosy

No no.. il nuovo acquisto non è la Rosy (la mia cagnolina, che vedete riposarsi sul mio letto), ma un flash spettacolare, il Sigma EF-530 DG Super! Arrivato da HK in una settimana, pagato 220 euro più 70 di dogana (purtroppo) e quindi giocandomi in parte il risparmio... va bhe, pace! Rimane il fatto che svolge egregiamente tutte le funzioni del cuginastro Sony HLV-F56AM (che costa 430 euro): ad esempio so scattato la foto qui sopra montando il flash su un treppiede, alla sinistra del soggetto, e ho aggiunto anche un ombrello diffusore bianco traslucido per ammorbidire le ombre e rendere la scena ancora più soffice. Il flash ha scattato in remoto, senza essere connesso al corpo macchina con dei cavi di sincronizzazione: in questa modalità si usa il piccolo flash della A100 per inviare informazioni al flash, incluse quelle per la corretta esposizione (TTL).

Per la verità lo scatto doveva essere una prova, quindi non ho curato troppo l'esposizione dello sfondo, che risultava troppo luminoso: un colpetto di photoshop ed è calata l'oscurità!

L'EF-530 è inoltre in grado di scattare con tempi dell'otturatore inferiori al minimo tempo di sincro... in questa modalità la mia Sony Alpha 100 riesce a scattare foto con flash con tempi fino a 1/4000.

Nei prossimi giorni mi metterò alla ricerca di altri soggetti da "flashare"... ripassate a trovarmi presto!!!

mercoledì 2 luglio 2008

Dedicato a te...

Cuore matto...


In questa che per te è la "notte prima degli esami", io fotografo un cuoricino di gomma antistress che ho sulla scrivania, e ti penso...
SARA' UN SUCCESSO...IN BOCCA AL LUPO, AMORE MIO!


Io mi ricordo, quattro ragazzi con la chitarra
e un pianoforte sulla spalla.
Come pini di Roma,
la vita non li spezza,
questa notte è ancora nostra.
Come fanno le segretarie con gli occhiali a farsi sposare dagli avvocati?
Le bombe delle sei non fanno male,
è solo il giorno che muore, è solo il giorno che muore.
Gli esami sono vicini, e tu sei troppo lontana dalla mia stanza.
Tuo padre sembra Dante e tuo fratello Ariosto,
stasera al solito posto, la luna sembra strana
sarà che non ti vedo da una settimana.
Maturità ti avessi preso prima,
le mie mani sul tuo seno, è fitto il tuo mistero.
Il tuo peccato è originale come i tuoi calzoni americani,
non fermare ti prego le mie mani
sulle tue cosce tese chiuse come le chiese,
quando ti vuoi confessare.
Notte prima degli esami, notte di polizia
certo qualcuno te lo sei portato via.
Notte di mamma e di papà col biberon in mano,
notte di nonne alla finestra,
ma questa notte è ancora nostra.
Notte di giovani attori, di pizze fredde e di calzoni,
notte di sogni, di coppe e di campioni.
Notte di lacrime e preghiere,
la matematica non sarà mai il mio mestiere.
E gli aerei volano in alto tra New York e Mosca,
ma questa notte è ancora nostra,
Claudia non tremarenon ti posso far male,
se l'amore è amore.
Si accendono le luci qui sul palco
ma quanti amici intorno,
mi viene voglia di cantare.
Forse cambiati, certo un po' diversi
ma con la voglia ancora di cambiare,
se l'amore è amore,
se l'amore è amore,
se l'amore è amore,
se l'amore è amore,
se l'amore è amore.

venerdì 27 giugno 2008

...100...100...100...100...100...

Oggi, 27 Giugno 2008, ho inserito la 100esima foto sull'album di Flickr!!!

Il fumo uccide!

Red Smoke

...soprattutto quando ha il colore del sangue!
Eccola qua, finalmente uno scatto venuto come si deve... Niente fotoritocco stavolta, perlomeno non per il colore: ho usato un tovagliolo di carta rosso, appoggiato sulla lente del flash, e ho scattato in una stanza buia. Con photoshop ho solo eliminato alcuni dettagli della stanza che erano stati illuminati dal lampo. In attesa di un flash nuovo, il vecchio Soligor si è comportato bene, anche in mancanza di tecnologie particolari (o forse è il fotografo che ha saputo come trattarlo :-D ).
Post corto quest'oggi ma il dovere mi chiama... lunedì ultimo esame (spero) e poi un'estate di scatti mi attende!!!

mercoledì 18 giugno 2008

Texturize it... NOW!

Naufragar m'è dolce in questo mare

Eccolo... è il primo esperimento riuscito bene (a mio avviso, ovviamente) di "texturizzazione" (non so come meglio tradurlo). La tecnica si tratta di sovrapporre alla foto, in sandwich, uno o più livelli (layers) su cui è riprodotta una grana, una stoffa, una trama particolare. In questo modo si possono ottenere risutlati che assomigliano a quadri dipinti a mano, oppure a vecchie cartoline, o ancora a murales, disegni sulla sabbia... chi più ne ha più ne metta. Il difficile sta innanzitutto nel trovare una foto adatta a questo scopo... nel mio caso volevo ricreare un effetto vintage, quindi ho scelto una foto con toni caldi e pochi colori (nel mio caso domina il giallo/ocra). Anche la texture deve essere scelta ad hoc: quelle poco colorate si prestano meglio all'uopo, anche se si può sempre tentare di desaturare una texture dai colori sgargianti (ho trovato texture color fucsia che al momento non sono riuscito ad usare). Può essere d'aiuto regolare i livelli dell'immagine originale e magari applicare qualche effetto (nel mio caso, un leggero effetto pennellato, per sbiadire i contorni senza avere l'effetto sfocato).
La domanda che mi sono posto fino a qualche giorno fa è... dove trovo le texture da usare?
Basta cercare TEXTURE su un motore di ricerca :-D.. come ho fatto a non pensarci prima?
Su Flickr ci sono diversi gruppi di utenti che condividono le texture, basta iscriversi al gruppo e citare l'autore della texture quando si pubblica il proprio lavoro (come nel mio caso).
E può sempre capitare di "fotografare" noi stessi una bella texture: qualche giorno fa il muro di un forno a legna da giardino, intonacato di bianco in maniera abbastanza rustica, si è trasformato nella mia prima texture autoprodotta (ma per il momento non ho idea di come utilizzarlo).
Se fate esperimenti lasciate un commento con il link alla foto... ho proprio bisogno di ispirazione!
Ciao bella gente, buon texturizing!

P.S. La foto delle calendule che c'è in qualche post addietro è stata ottenuta usando come texture un foglio di carta accartocciato e scannerizzato. Il risultato è peggiore di questo ma vale la pena di dare un'occhiata!

martedì 3 giugno 2008

Capraia

Aridità



Dopo 8 ore di navigazione a vela, di notte, con mare non particolarmente calmo, Habibi ha sbarcato sull'isola il suo equipaggio stanco ed assonnato. Siamo finalmente in Capraia, un isola dell'arcipelago toscano, geograficamente (e non solo) più vicina alla Corsica che all'Italia.Nonostante avessi la necessità di dormire almeno 36 ore, mi sono lasciato convincere dalla Letizia ad accompagnare lei e l'Alessandra (la dolce metà del nosto grande skipper Marco) in giro per l'entroterra. Appena usciti dal porto seguendo l'unica strada asfaltata dell'isola, prendiamo a destra, passando a lato della chiesetta, e ci inerpichiamo su per una strada piena di tornanti che sale rapidamente verso il vecchio carcere, ormai dismesso da una quindicina di anni. Il panorama che si gode dalla strada è favoloso, ad ogni passo l'orizzonte di allarga di un miglio, fino a vedere l'isola d'Elba avvolta nella foschia! Se tra di voi che leggete ci fosse un fotografo con le palle, consiglio di svegliarsi alle 4 di mattina e salire 500 metri di strada prima dell'alba, preparare la macchina sul treppiede rivolta ad est: quando il sole arrossa l'orizzonte il faro costruito vicino all'antica torre saracena sarà ancora acceso: con un filtro neutral density e un'esposizione lunga potrete dipingere qualcosa di fantastico. Tornando a noi... lungo la strada, prima di raggiungere le costruzioni diroccate, sulla destra c'erano alcuni alberi secchi, arsi e sbiancati dall'aria marina. Quello ritratto nello scatto qua sopra ne è un esempio: riassume molto bene (a mio avviso naturalmente) molti aspetti dell'isola. C'è il mare e il vento di grecale, che da quelle parti solleva onde veramente paurose; c'è l'aridità, la desolazione, l'abbandono e la tristezza che si toccano con mano quando si entra negli edifici abbandonati dove ancora sono presenti inferriate e porte blindate, dove sui muri si vedono le foto e i ritagli di giornale dei detenuti di allora (e purtroppo si vedono anche i resti e le scritte, lasciati da persone solo apparentemente più "civili" di quelle che stavano dentro alle celle). Ma c'è anche altro in quel tronco... come la tenacia di un albero che si contorce e non si spezza davanti a niente. Non mi stupirei se da quella stessa radice in futuro nascesse nuova vita, così come nell'isola, che pian piano sta diventando più accogliente e stanno nascendo strutture turistiche come aziende agricole e agriturismi, con recuperi delle strutture presenti, ben integrate nel paesaggio (oggi molti abitanti dell'isola sfruttano le fonti di energia rinnovabili - solare soprattutto, ma qualcuno fa spuntare sui tetti qualche generatore eolico!).

Chiudo con una foto tenerissima di un micetto trovato sulla strada!
Spero di avervi fatto venire la voglia di visitare quest'isola...
"se invece fossimo riusciti ad annoiarvi, credete che non s’è fatto apposta."

Micio

mercoledì 14 maggio 2008

Alien VS ... Suocero


Niente Predator... bensì l'omnipresente suocero che quando individua qualche forma di vita insolita prontamente mi avvisa perchè la possa fotografare. Questo animaletto stava arrostendo al sole sopra al muretto che circonda un giardino quando è stato prelevato violando momentaneamente la sua libertà per metterlo davanti all'obiettivo. Qua sopra lo vedete mentre posa per me sulla mano del coraggioso suocero. L'insetto si è rivelato privo di ali (perlomeno non le ha volute usare nonostante il rompimento di cabasisi da noi provocato) e dopo la consueta sessantina di scatti è stato rimesso in libertà ed è andato a rintanarsi in un vaso da fiori. Nonostante il soggetto in movimento (la mano su cui è posato si muoveva, ovviamente, e anche l'insetto non era granchè in vena di posare per me) e lo scatto a mano libera, sono riuscito ad ottenere una buona definizione dell'immagine grazie all'elevata luminosità ambientale. Sarebbe stato interessante provare a scattare due o tre immagini con piani di messa a fuoco diversi per poi ricostruire una profondità di campo "virtuale" più elevata (e farci rientrare l'antenna destra): purtroppo per far questo serve il treppiedi e l'immobilità del soggetto... ci proverò la prossima volta.
P.S. Se qualcuno conosce il nome di questo insetto non esiti a commentare il post... sono curioso!

domenica 4 maggio 2008

Quando meno te l'aspetti...


Oggi, 4 Maggio, dopo un mese e mezzo di primavera... il sole dov'è? Quest'anno sembra che la bella stagione non voglia proprio arrivare e non si riesce a godersi due giorni di sole consecutivi! Il programma del giorno sarebbe dovuto essere un bel giro in moto per il basso Mugello, lungo la Sieve, ma sulla strada verso Prato il cielo si è rabbuiato e prima di cominciare a salire verso Vaiano ho invertito la rotta e sono tornato a casa, arrabbiato e deluso... ma ormai la macchina fotografica era nella borsa sul serbatoio q mi dispiaceva tornare a casa senza nemmeno uno scatto: eccola la, la visione idilliaca di un'aiuola spartitraffico, dove centinaia di papaveri rossi sfoggiavano il loro colore noncuranti del grigiume dell'asfalto attorno e dei bracci meccanici delle scavatrici parcheggiate poco più avanti. Ho cercato di inquadrare in modo da isolare i fiori ma ... non è facile! Una volta a casa con un po' di sano Photoshop ho tirato fuori questo bel quadretto...
Questo a dimostrazione che... ogni momento è buono per scattare una foto!
P.S. l'immagine prima del cropping e dell'elaborazione è questa qui sotto... è migliorata no?

sabato 3 maggio 2008

Invecchiamento...

Calendule

Avete visto la mia foto delle calendule su Flickr scattata la settimana scorsa?Oggi ll'ho elaborata un po': ho applicato un effetto HDR per regolare l'esposizione, quindi ho duplicato il layer. Una delle due copie è stata schiarita e contrastata per accentuare i dettagli, l'altra è stata saturata e sfumata in modo da far risaltare solo i colori. Quindi i layer sono stati sovrapposti (overlay in Photoshop) come si farebbe con due diapositive sullo stesso telaietto. Infine ho scannerizzato un foglio spiegazzato e ho aggiunto anche quello, assieme a un po di grana e allo scurimento dei bordi e degli angoli. Ecco il risultato... che ne pensate? (vi consiglio di cliccarci sopra, entrare in flickr e ingrandirla per vederla meglio, la miniatura non le rende giustizia!)... CIAO CIAO!

Fiori d'altro tempo

domenica 27 aprile 2008

Api api api, che passione...

Se avete visitato il mio album avrete trovato numerose fotografie di api, nell'arnia o sui fiori. Questo perchè il "suocero-apicoltore" (ve l'avevo detto che sarebbe saltato fuori ancora) ha alcune arnie vicino alla sua casetta sulle colline intorno a Pistoia, e quando ho un po' di tempo vado a rompergli le scatole mentre lavora: infilato nella tutona gialla, macchina fotografica in pugno, cerco di catturare qualche istante di vita dell'alveare.

Qua sopra una panoramica della parte superiore dell'arnia: le api sono posate sulla struttura dei telaietti che sostengono i fogli di cera su cui vengono costruite le celle esagonali.

Ovviamente nei dintorni ci sono centinaia e centinaia di api che ronzano sui fiori della "suocera giardiniera" (eh si, c'è anche lei!) alla ricerca di nettare e polline. E ogni tanto mi si vede girare per il giardino come un ebete, con la macchina fotografica in mano, alla ricerca di qualche animaletto particolare!
Talvolta riesco ad immortalare le api in volo, mentre si avvicinano ai fiori: per la verità uso l'approccio opposto, catturando il momento in cui si staccano dal fiore. Per fare questo metto a fuoco manualmente sul fiore occupato dall'ape al lavoro, inquadrando un area più ampia, quindi cerco di prevedere la direzione in cui si leverà in volo l'insetto (basta osservarli per un po' e diventa quasi naturale) e sto pronto a scattare. Una foto su venti riesce abbastanza bene :-)

Più si va avanti con la primavera e più il giardino si anima di suoni e colori, uccellini, farfalle... chi clickerà vedrà!
Come sempre vi aspetto al prossimo post!!!