Benvenuti... leggete e lasciate un commento, è sempre ben accetto!
... e se ne avete voglia date un'occhiatina al mio album di fotografie

domenica 28 settembre 2008

Paesaggi HDR

Nuvole sul Garda (HDR)

Finalmente, dopo aver provato e riprovato, sono riuscito a produrre due risultati decenti utilizzando la tecnica HDR. Entrambi sono stati realizzati usando un programma che si chiama Dynamic Photo HDR della MediaChance. La foto in alto è ottenuta dai soliti scatti con cui ho prodotto la foto dell'articolo precedente, ma stavolta ho sostituito l'exposure blending con HDR+Tone Mapping. La foto qua sotto invece è stata ottenuta combinando 8 scatti effettuati ieri a Siena. Il problema maggiore in questa foto è stata la folla che si muoveva in nella piazza. Una volta realizzata l'HDR mi sono ritrovato la scena piena di fantasmi (ghosts). Infatti nelle 8 esposizioni le persone si sono spostate, e quando sono andato a combinarle insieme sono diventate evanescenti sullo sfondo! Altro problema non indifferente è dato dallo spostamento delle nuvole!!! Sembra impossibile, ma nei 15 secondi impiegati per scattare le foto con la mia Sony A100 (che non permette il bracketing automatico su un intervallo così ampio di stop), le nuvole si sono spostate, e nemmeno di poco! Risultato: bordi sfumati, ma per le nuvole questo può andare bene. Il consiglio? Scattare più velocemente possibile, magari disattivando la visualizzazione dell'immagine sul display dopo ogni scatto, per risparmiare tempo.

Il Campo (Siena)

P.S. Anche se non c'entra nulla con la foto... ottimo lo spuntino al Bar dell'Orso, uscita Monteriggioni sulla FI-SI, subito sulla destra: un fantastico tagliere di formaggi, salumi, sottoli, un buon vino rosso della casa, acqua e caffè, 17 euri a testa! Andateci.

Un grazie ad Edoardo per avermi suggerito questo posticino.

 

P.P.S.

Vedo con piacere che le visite a queste pagine sono più di quanto mi aspettassi, ma mi sembrate un po' avari con i commenti!!!! Forza, scrivetemi qualcosa ogni tanto!

Ciao, Gabriele

mercoledì 24 settembre 2008

Finesettimana sul Lago di Garda

In un unico post, una nuova foto e il resoconto della vacanzina (raccontata dalla mia fidanzata, eh oh, mi fa fatica scriverlo :-P )...

---§-§-§---

E con il nostro viaggetto veronese si conclude questa bellissima estate!

Tre giorni fantastici in cui ho trovato tutta la carica necessaria per affrontare "la grande avventura" che mi aspetta fra qualche giorno,e in cui ho capito ancora una volta che "sei l'unico  amore che vorrei se non ti avessi con me". Sarà un resoconto un po'lunghetto...

Day 1

Partenza alle 5.30 di mattina , "modalità Cannone", e la Mini macina chilometri in mezzo alle fattorie e alle campagne senza vedere neanche una collina all'orizzonte, Bologna, Modena, Mantova...e poi finalmente il cartello "Verona"...siamo arrivati! Lascio le amate Converse rosse in bauliera e opto per gli anfibi, vista la pioggia, e ci incamminiamo verso il centro, io imbacuccata nella sciarpa arcobaleno e  con l'ombrello... passiamo davanti all'arena: bellissima!  vedo i camion con le transenne e i pezzi del palco...il concerto prende forma! Poi passeggiata nel centro: Via Mazzini, Piazza Erbe, le tombe scaligere, e il balcone di Giulietta...appiccichiamo un fogliettino nel vialetto che porta al cortile,che scompare subito in mezzo a centinaia di altri scritti in tutte le lingue del mondo...vandali sì, ma è romaaantico! E poi via verso il lago. Visitiamo qualche paesino molto caratteristico (terrazzini, rampicanti, barche, papere...) con degli scorci bellissimi ,e il fotografo della situazione si sbizzarrisce(guardate le foto, mi raccomando): Torri del Benaco, Bardolino, Lazise.Bellino bellino. Nel tardo pomeriggio ci dirigiamo verso Pozzolengo in cerca del B&B "La Colombara": a quanto pare Bossi sta sbudellando mezza Legalandia perché abbiam fatto un giro assurdo per raggiungerlo, lavori in corso ovunque! Arriviamo, incontriamo i proprietari che ci accompagnano in camera; bellinaaaa! Tutta rosa, col soffitto di legno,il letto in ferro battuto e le tendine a fiorellini, con una bella vista sulla campagna...anche se noi dimolto abbiam visto la nebbia padana! Bravi, buon gusto e molto gentili, per essere dei probabili leghisti! Si pisola un po' prima di andare a cercare un posto dove mettere qualcosa sotto i denti, e i padani ci consigliano un agriturismo vicino...oltre che gentili ci capiscono anche di cucina! Dico solo che dopo un risotto buonissimo e pollo alla griglia siamo tornati al B&B moolto soddisfatti e io un pochino troppo allegra per i miei standard:il liquore alla liquirizia ha fatto effetto!

DSC09066    DSC09179

Day 2

Qui cercherò di dilungarmi poco perché sono impaziente di arrivare a raccontare la parte più bella: il concerto! Sveglia nella camera chiccosa dopo una dormita rilassantissima (che letto comodo!) e colazione moolto abbondante (forse per i padani non eravamo abbastanza in carne??che volessero farci al forno per cena?). Ripartiamo verso il lago e visitiamo Sirmione e Peschiera: molto bello, facciamo anche una passeggiata sul lago e altre foto. Poi, visto che la mania dello scatto non ha fine, andiamo a visitare il "parco faunistico Natura Viva", e lì ho sfoggiato tutte le mie doti di pilotessa distruggendo quasi la frizione della povera Mini! Comunque non capita mica tutti i giorni di guidare in mezzo alle giraffe! Infatti la prima parte del parco si poteva visitare in macchina lungo un percorso che passava proprio in mezzo ai grandi spazi dove vivono gli animali che il parco ospita, e quindi ci siamo trovati circondati da zebre, ippopotami, lama, che il reporter (Gabri) ha adeguatamente immortalato mentre la povera Mini sighiozzava per il mio piedino delicato. Passiamo alla seconda parte del parco, da visitare a piedi; nonostante odi il tenere gli animali in cattività, specialmente in delle gabbie striminzite, questo parco (non lo definirei zoo) mi ha fatto una buonissima impressione: tutti gli animali hanno vaste zone dove poter vivere e in cui è stato ricreato il loro habitat naturale...niente sbarre, per intendersi, e riescono addirittura a riprodursi in maniera naturale.  

DSC09211    DSC09520

E ora arriva il dELIrioooooo!!!! Il concertooooo!!!! Verso le 16 partiamo per Verona, dove dovevo incontrarmi con dei colleghi elisanti conosciuti su internet prima del concerto. Inutile dire che poiché il concerto ha fatto sold out, Verona era piena zeppa di macchine, e che a trovare un dannato parcheggio(17 euri, ladri!) c'abbiamo messo quasi due ore....quindi niente incontro con gli altri toffoli, almeno per il momento. Dopo aver constatato il casino di gente che c'era già davanti all'arena (noi posti riservati, tié)andiamo a sgranocchiare qualcosa in un bar dove assaggiamo anche lo spriz (il cocktail padano per eccellenza), e poi torniamo fra la folla aspettando di entrare....e entriamoooo! L'arena è bellissima, anche se me la immaginavo più grande è davvero l'ideale per i concerti. Nientemeno, ci regalano la locandina (dove Elisa sembra rocky, ma pazienza!) e il libretto con la scaletta di "Mechanical Dream" dove Elisa spiega anche il perché dello spettacolo: la fusione fra l'essenza sognante e melodica della sua musica con quella più energica e rock. Prima dell'inizio incontro qualche toffolo, Giò, Dany e Simo...finalmente dei miei simili! è un po' strano incontrare di persona qualcuno che conosci solo virtualmente, ma è tato simpatico! E ora comincia il dELIrioo! Vorrei essere altrettanto precisa anche nel descrivere il concerto, ma è stata una raffica continua di brividi e di emozioni, quindi una descrizione nei minimi dettagli non renderebbe assolutamente l'idea. [...]  Il povero Gabri ha dovuto sopportare tutti i miei applausi e i miei strilli, poverino! Però vedi, è quello che succede a invitare la propria ragazza a un concerto dopo dieci giorni che la conosci...stà sicuro che lei ci si abitua, hihi! Ma via, ci vuole un po' di entusiasmo, mica come quei morti che avevo accanto e che non hanno cantato neanche una canzone! L'unico dato negativo è che quel simpaticissimo mastino della security ha fulminato Gabriele quando ha tirato fuori l'attrezzatura da safari per far le foto :"niente teleobiettivo", quindi niente foto.. quelle sotto sono scaricate dalla rete. E' stato un concerto fantastico, e sembrerà strano che mi emozioni così tanto per una serata di musica...ma chi mi conosce sa che questo entusiasmo è tipico di me! Amore, grazie per avermi accompagnata in questa avventura e per non aver pensato "questa è matta" nonostante ogni tanto abbia manifestato la mia ammirazione con mooolto entusiasmo! Mi hai regalato una serata ancora più bella stando lì accanto a me. I love you!

100_4456    n583886121_793031_6041

Day 3 

Puff pant! Quanto mi sto dilungando! chissà che palle a leggere tutto! Del terzo giorno c'è poco da dire....GARDALAND! C'ero già stata con le friends qualche anno fa, ma mi son divertita troppo! Stavolta niente Blu tornado, avevo già strillato abbastanza con due Magic Mountain di fila! Bellini anche tutti gli altri giochi che avevo già fatto,i tronchi e la Fuga da Atlantide, anche se non mi ricordavo ci si bagnasse così tanto! Osservare le scansioni delle 2 foto che abbiamo comprato,in cui potrete ammirare tutte le otturazioni di Gabriele che urla a bocca spalancata!

Immagine 001        Immagine

Fine! Che fatiha!   

---§-§-§---

VI avevo promesso anche una foto... eccola!

Nuvole sul Garda

La foto qui sopra è stata ottenuta combinando diverse esposizioni (ne ho scattate 9, ne ho utilizzate 4) nella stessa immagine. Non si tratta di un HDR, bensi di EXPOSURE BLENDING (la tradurrei, non letteralmente, "esposizioni complementari"...boh). In pratica in photoshop ho messo insieme tutti i dettagli correttamente esposti da immagini diverse: il sole viene dall'immagine esposta di meno, poi viene l'orizzonte, quindi le nuvole e il lago, infine gli scogli appartengono alla foto con il tempo di esposizione maggiore.

Su Flickr mi hanno contestateo la torre che fa capolino sulla destra, e sono d'accordo anche io... è stato un errore nel ritaglio, sarebbe stato meglio eliderla, ma ho preferito manterenere le proporzioni 10x15 e mi scocciava rinunciare a una porzione di scogli in basso. Ormai la lascio così!

Che dite? Vi piace???

lunedì 22 settembre 2008

Eureka!!!

Archimede diceva così, Puffo inventore avrebbe detto "Ho puff-trovato"...

Qualche lustro addietro, giocando in cortile con Andrea, venne fuori la fatidica domanda: "Te cosa vuoi diventare da grande?" e la mia risposta non lasciò dubbi: "L'INVENTORE!!!".

Oggi, non appena ho finito di montare il mio SPLASH&CLICK (suona bene, no?) ho ripensato ai miei sogni fanciulleschi e alle giornate passate in camera, annodato tra decine di pezzi di spago che davano vita ad un congegno che, attraverso la caduta di una biglia, che faceva scattare l'elastico, che faceva partire la macchina radiocomandata, che..... alla fine si accendeva la luce della stanza! Che cosa meravigliosa...

E adesso mi rendo conto che quel sogno lo sto perseguendo tutt'ora, e che alla fine essere ingegnere vuol dire anche essere un po' inventore.

Certo oggi non ho inventato niente di nuovo, o di utile per l'umanità, eppure vado fiero di aver costruito questo dispositivo che mi permette di scattare le foto ad oggetti in caduta libera.

L'idea è questa: si lascia cadere da una certa altezza un oggetto, che nella sua caduta attraversa un raggio di luce (in questo caso infrarossa). Il dispostivo è dotato di un "occhio" sensibile a tale luce, e quando vede buio (ovvero quando la sorgente luminosa è oscurata dall'oggetto in caduta) fa scattare la macchina fotografica chiudendo un interruttore apposito.

Per i dettagli e gli schemi... andate in fondo!

Tra i primi scatti realizzati ho selezionato questo.

 

Il primo tuffo

Lo sfondo è un troiaio, la composizione poteva essere curata di più, forse anche l'illuminazione, ma per il momento l'unica cosa che volevo vedere era quanto è preciso il sistema costruito...

Posso dire di essere più che soddisfatto! Variando l'altezza di lancio di diversi centimetri, si sposta l'altezza a cui viene scattata la foto (questo perchè si tratta di un moto accelerato, e la velocità con cui il grave attraversa la luce determina poi l'altezza allo scatto) di millimetri. Questo permette una regolazione ben precisa di quello che verrà catturato allo scatto.

La forcella ottica così realizzata è larga una decina di cm, sufficiente per "splashare" qualunque oggetto vogliate (magari non un incudine o un cubo di granito!).

In questa foto scattata col cellulare vedete il set-up per lo scatto... che bordello!!!

22092008149

Nelle prossime puntate cercherò di sfruttare al meglio questo gingillo!

_________________________

*** SCHEMA ELETTRICO "SPLASH & CLICK" ***

splash

Ho utilizzato due led IR per illuminare il fototransistore (inizialmente ne avevo messi due in parallelo, ma in questo modo il BC337 stava sempre in conduzione, a meno di non essere al buio assoluto). Sul collettore del BC337 si trova la tensione di saturazione quando non c'è nessun oggetto che oscura la luce infrarossa, altrimenti la tensione passa a 5 V quando è presente l'ostacolo. Ho usato un microcontrollore economico semplicemente per avere una temporizzazione precisa del ritardo con cui azionare il transistore di uscita (ho usato di nuovo un BC337, ma potete usare quello che volete). Nella versione finale del Firmware ho rimosso il ritardo nel codice del microcontrollore, dal momento che la macchina fotografica introduce di suo diversi millisecondi di ritardo tra l'accensione del BJT e lo scatto vero e proprio. In ogni caso questo schema generale può essere adattato a qualunque configurazione e macchina fotografica (nel mio caso una Sony A100, che scatta quando vengono cortocircuitati due piedini del terminale REMOTE).

Per domande e chiarimenti... fremebondo@tiscali.it

martedì 16 settembre 2008

Dalla Cina con furore!

E finalmente è arrivato l'ennesimo pacchetto "targato" HK, contenente alcuni accessori per la macchina fotografica, ordinati qualche settimana fa dalla Cina! Ormai su Ebay ci faccio anche la spesa: i prezzi sono incredibili, la qualità è cinese (connettori che ballano un po, spinotti troppo grandi o troppo piccoli, materiali scadenti...) ma per l'uso che ne devo fare va benissimo così.

Con quest'ultimo ordine ho comprato un adattatore per la slitta del flash della mia Sony, che ha ereditato quella della Minolta, tutta diversa da quella universale delle altre macchine... con questo accessorio si risolve il problema. Inoltre ho comprato un trasmettitore e due ricevitori per utilizzare il flash staccato dalla macchina fotografica.

Il primo esperimento è stato questo...

Ira funesta (Studio illuminazione)

La luce rossa è emessa da un vecchio Soligor TIF340, appoggiato sul pavimento, con un filtro rosso sulla lente (costo zero: ho stampato diversi rettangoli colorati su un foglio di acetato traspartente per stampanti inkjet e poi ho ritagliato... filtri fantastici). Il flash è controllato mediante il suddetto trasmettitore/ricevitore. La luce bianca che illumina la mano con il coltello è invece proiettata dal Sigma 530DG, infilato in uno snoot (tubo di cartone che crea uno spot luminoso circoscritto) e montato su di un treppiede. Questo secondo flash è controllato dal primo (scatta automaticamente quando rileva il lampo del primo) in quando non è controllabile con il secondo ricevitore (non so bene per quale incompatibilità).

Adesso sono alla ricerca dell'ispirazione per utilizzare i miei flash, e soprattutto sono alla ricerca di un terzo flash (unico requisito: possibilità di regolare manualmente la potenza).

Se avete suggerimenti...i commenti sono qui per questo!

sabato 13 settembre 2008

Racconti di mare... e di vita

Oggi è una giornata di pioggia, e io mi sono finalmente preso il tempo per leggere un racconto trovato sul blog di Davide (amico VeLista) che da tempo mi ripromettevo di prenderlo in mano...

La mia prima barca di Nunzio Platania

E' il racconto di un siciliano che qualche decina di anni fa ha comprato la sua prima barca, a Pordenone, e di come l'ha portata a casa. Un racconto, anzi, un breve romanzo, che fa sorridere, sognare, commuovere!

Ne consiglio vivamente la lettura... una volta iniziato ve lo mangerete in un quarto d'ora, garantito!

E naturalmente... fatemi sapere!

giovedì 11 settembre 2008

Il tuo futuro

Il tuo futuro comincia adesso, o meglio è cominciato ieri, quando sono state pubblicate le graduatorie dei test di ammissione!
Sii sempre felice e orgogliosa di quello che farai nei prossimi anni di studi, e vedrai che non avrai mai rimpianti.
Spero di poterti aiutare ogni volta che ne avrai bisogno.. per il momento di dedico questa foto:
"Come ti vedo tra 6 anni"

Buona fortuna, mia futura dottoressa!


Come ti vedo tra 6 anni...

martedì 9 settembre 2008

Diario di Navigazione - 22-25 Agosto 2008

Habibi



22 Agosto:
Alle 7 suona la sveglia.. inizia così la nostra mini-crociera nel Golfo dei Poeti.A bordo di Habibi (è la barca di Marco, amico VeLista, in questi giorni in vacanza via terra, purtroppo per lui) ci siamo soltanto io e Letizia, la mia fidanzata, che abbiamo dormito in barca per essere pronti all'azione di prima mattina. Il resto dell'equipaggio deve arrivare a breve.E allora AZIONE! Moka sul fornello e poi subito fuori a fare acqua e a rassettare un po' la coperta per la partenza imminente, cercando di non esibirsi in pattinaggio su "cacca di rondine mista a fresca guazza del mattino". Alle 8 salgo in macchina, sosta alla Tamoil per riempire la tanica di gasolio, quindi diretto alla stazione di Pisa S. Rossore, dove puntualissime o quasi arrivano Anita (mia ex-compagna di liceo) e Federica (sua attuale compagna di università). L'equipaggio è completo, tutte donne! Direte voi... che vita!!! Dico io... che fatica!!! Tocca fare tutto a me!Comunque, alle 8e30 siamo di nuovo a bordo, i serbatoi d'acqua son pieni d'acqua, quello del gasolio è pieno di gasolio (speriamo di non aver fatto il contrario) e la tanica è al sicuro nel gavone di poppa, la cambusa straripa dai mobiletti e dai gavoni e i bagagli sono stivati dove c'è posto. Le bimbe vengono istruite sull'utilizzo del WC nautico, che su Habibi è ELETTRICO, WOW! E' il momento di mollare gli ormeggi! E allora via le cime e il corpo morto, e poi a tonneggiare sull'ancora che Marco tiene un centinaio di metri a monte rispetto alla corrente (ah, dimenticavo, la barca di solito riposa in Arno), per facilitare l'uscita dal posto barca più scomodo che la mente umana abbia mai potuto concepire. Lascio alla fervida mente del lettore immaginare il colore e la consistenza della cima della suddetta ancora. La manovra riesce e poco dopo siamo già prua (molto zozza, avendo ricevuto il battesimo della già citata cima) al mare. Alle 9 siamo ormai fuori dal fiume e l'acqua cambia lentamente colore, aquistando una tonalità blu intenso, tipica di quel mare che è calmo da molti giorni. Carico sul GPS le coordinate del Tino, l'isolotto più occidentale rispetto al golfo di La Spezia, e affido Habibi al pilotino automatico. Si viaggia a 2500 giri motore e poco più di 5 nodi a causa dell'abbondanza di spinaci e altra verdura appiccicata sotto la carena. Il mare è tecnicamente calmo, in gergo è un olio, il vento tiene a malapena gonfia la randa, il cielo è più che sereno. La traina è naturalmente in acqua, con il solo scopo di sciacquare il cucchiaino, dato che la cattura più grossa della giornata risulterà essere un sacchetto di plastica della Coop. L'Anita e la Federica sono in pozzetto a prendere il sole, la Letizia legge, io mi piazzo all'albero, sdraiato sulla tuga appoggiato alla zattera di salvataggio: la randa mi fa ombra e la voglia di appisolarsi è tanta! Il viaggio prosegue senza intoppi, si avvistano due o tre delfini quando siamo al traverso di Viareggio, ma i miei sforzi per avvicinarli risultano vani, quindi si rimette la prua a NW. Prima di pranzo tolgo motore, la barca rallenta a 2 nodi, e ci concediamo un bagno alla traina (ovviamente questo non prima di aver impiegato mezz'ora per tranquillizzare le signorine e convincerle a tuffarsi). Per sicurezza io mi sono legato con la cintura alla barca onde evitare di mandare a scogli la barca autopilotata con le tre donne a bordo. Tornato a bordo preparo la pappa: linguine con vongole e bottarga. Le vongole fresche del supermercato hanno avuto modo di riprendere sapore in acqua di mare , e una volta schiuse in padella si ritrovano in compagnia della pasta, scolata a metà cottura e finita di cuocere assieme al sugo. A cottura ultimata una bella spolverata di bottarga rinforza il profumo del mare, o almeno così dicono i sardi da cui ho copiato la ricetta, ottima a mio avviso. Alle 15e30 finalmente entriamo nel golfo. Imboccato il canale di Portovenere troviamo mare tempestoso e incrociato, a causa dei motoschifi che trasformano litri di gasolio in inutili scie. Siamo arrivati presto e davanti al paese non c'è grande affollamento, così decido di mettermi all'ancora per sbarcare i passeggeri e andare a fare un giretto a terra. Diamo fondo non troppo vicini al solito ferro da stiro, ma la bruce si posa su un mucchio di sporcizia, non prende e torna su con le marre piene di rete strappata... boh! Si riprova una seconda volta e stavolta la presa è immediata, tanto che la barca inchioda letteralmente e il barbottino mi manda i dovuti accidenti. Qualcosa non quadra... provo a tirare su una decina di metri dei trenta filati (su fondo di 8 metri) ma la catena sembra bloccata e una volta a picco non ci si smuove di li. Potrei sbarcare comunque le signorine ma ho la testa altrove, mezzo incavolato e mezzo preoccupato non ho idea di come venirne fuori. L'acqua è torba e andare a vedere con la maschera sarebbe inutile. Marco non risponde al cellulino. Non so che fare. Mi viene in mente di filare 50 metri, distendere e dare avanti tutta, ma ho paura di danneggiare il musone... esito... ma alla fine penso che è meglio dare il colpo di grazia al musone che già di suo ciondola un po', piuttosto che lasciare ancora e catena all'avvoltoio di turno. La fortuna aiuta gli audaci, dicono, fatto sta che si sblocca tutto senza il minimo sforzo. Si ala in fretta e furia e ci si leva di torno, poco democraticamente, maledicendo Portovenere e il suo fondo di m***a, risaputamente tenitore cagoso! Avevo già in mente di passare la notte nel Seno delle Grazie, una piccola insenatura che si affaccia sul golfo, ben ridossata dai venti occidentali, con un fondo buon tenitore che non supera i 5 metri. La partenza anticipata da Portovenere ci porta quindi ad un arrivo altrettanto anticipato a Le Grazie. Di ferri da stiro stavolta nemmeno l'ombra (qualcosa vorrà dire no?). Do fondo a debita distanza da terra a causa di un'ordinanza della CP e finalmente posso respirare un po'. Anche stavolta, come sempre d'altronde, l'ansia da comando è sempre lì che non mi lascia mai, e si fa più forte quando sono in barca di amici, per cui la responsabilità è ancora più grande. E anche se tutto sta andando bene sono certo di non potermi rilassare completamente finchè Habibi non sarà di nuovo salda all'ormeggio. Nonostante questo il mio equipaggio si merita di sgranchirsi le gambe, e allora gonfio il tenderino da 0,75 persone, ci piazzo il Jonhson 2cv e già mi ritrovo con l'acqua a metà dello specchio di poppa. Quando salgono gli altri 3 passeggeri (3,25 persone di sovraccarico !!! ) l'acqua ci arriva alle ginocchia o quasi :-) E' il caso di ridimensionare i nostri propositi. La Federica viene sempre democraticamente obbligata a tornare a bordo, e in 3 la traversata può dirsi riuscita, dato che siamo bagnati solo dalla vita in giù. Io e la Leti torniamo a recuperare la Fede e di nuovo a terra. Dopo la passeggiatina si dovrà fare il bis... non ci voglio pensare!!!! Il paesino offre ben poco: un bar/gelateria, due ristoranti di cui non so niente, una chiesa abbastanza anonima. Però visto dal mare è bellino, parecchio. Una volta tornati a bordo offro all'equipaggio una doccia calda (o quasi): il sacco trasparente riempito d'acqua al mattino, è stato tutto il giorno in coperta e la temperatura adesso è gradevole. Basta appenderlo, mediante la drizza randa di rispetto, sopra all'oblò del bagno, e con l'apposito tubetto ci si può lavare al sicuro da sguardi indiscreti (tranne quelli del comandante :-P).La cena comincia a prendere forma verso le 20, infornando due chili e mezzo di patate e preparando una frittata di zucchine + 6 uova. Spazzolata la frittata, finiscono in padella gli spiedini di carne. Il tutto condito con birra, bianco frizzantino ghiacciato, il coro dei gabbiani, la brezza della sera, e un cielo pieno zeppo di stelle bellissime. Rimaniamo in pozzetto fino a tardi, alla luce della lampada a petrolio, a goderci il silenzio. Per una serata così credo che valga la pena soffrire l'ansia del comando e quant'altro... e non la cambierei con niente al mondo.Una volta a nanna il capitano stenta a chiudere occhio e si sveglia ad ogni rumore o cambio di vento. Ogni 2 ore sono in coperta, passando dall'osteriggio della cabina di prua, ad osservare la nostra posizione (l'ancora che ara è il mio più grande terrore) e le condizioni del cielo. Eh già, perche in serata le rosee previsioni dei giorni addietro si sono tramutate in avviso di burrasca, SW7 sul mar ligure. Azz!!! La donna del suddetto capitano, brontola nel sonno per i continui risvegli forzati, causati dalle pedate che si prende mentre agilmente (hihihih) scivolo di nuovo in cabina.

23 Agosto:
La mattina alle 8 ci si comincia a svegliare. Mentre il caffè è sul fuoco ascolto il 68 in pozzetto... mare agitato. Ri-Azz: a Marina di Pisa non si entra col Libeccio, a Viareggio meno che mai. Toccherà restare qui? Almeno a vedere che succede ci voglio andare! E allora prima del caffè armo lo stralletto e le volanti, preparo la trinchetta, le lifeline e le cinture. Dopo un ora usciamo dalla diga foranea che chiude il golfo: mure a destra e 3 mani anche se il vento non sembra preoccupante. Una volta passato il ridosso della Palmaria e del Tino il mare cresce ma il vento no. Via la trinchetta e fuori mezzo fiocco, e decido anche di ridare una mano alla randa, anche se questo significa tenere in bando la volante sottovento. Il vento è stabile sui 15 nodi (forza 7???) ma il mare c'è davvero, con onde di 2 metri e passa. Dopo una ventina di minuti vedo che non è cosa, come direbbe Camilleri, e inverto la rotta, direzione Assonautica La Spezia, proprio in fondo al golfo. La raggiungiamo a vele piene, mure a sinistra. Rispondono sul 71 e ci fanno ormeggiare lungo il camminamento che conduce ai pontili, sul lato di ponente, all'inglese (evviva, niente retromarcia!!! Habibi ha dei problemini con la retro...). Piazzati gli spring e sistemata la burocrazia mi rendo conto che è tutto finito, stavolta davvero. Un bel pranzetto svuota-cambusa ci porta a polverizzare mezzo chilo di pesto e una ventina di pomodori, nonchè qualche avanzo della sera prima. Nel pomeriggio si pulisce la barca e ci si riposa, in attesa dei tassisti: i miei genitori si sono offerti di venirci a prendere e portarci a casa... la barca resta lì fino a lunedì, in cui io e Marco, rientrato dalle ferie, torniamo a prenderla insieme.

25 Agosto:
Arriviamo all'Assonautica poco prima delle 10. Spendo 56 euri per due notti, davvero non male per una barca di 10 metri. Alle 10e30 siamo in mare, con pochissimo vento puntualmente dritto sul naso. La traina è in acqua e stavolta mieterà vittime: un sugarello (sgombro) e un altro pescetto di cui non conosco il nome, ma che è comunque finito nel sugo della pasta del lunedì sera. Poco prima di pranzo il vento da buono quel tanto che basta per mettersi di bolina stretta mure a destra, e lasciarci gustare in silenzio un piattone di tordelli freschi di carne conditi col ragù, come li fanno a Camaiore. Dopo pranzo il vento è magnanimo e da ancora buono: si ammaina il fiocco e si issa lo spi, che per comodità viene murato a prua come un gennaker... rende meno ma si fatica anche meno. Si tengono 4/5 nodi, e quando il vento cala trovo il tempo per un ultimo bagnetto a traina. Alle 19.00 siamo in Arno e l'avventura si conclude con un mio ormeggio riuscito alla prima. Salutato il mitico Marco salgo in sella alla moto, rotta "SS1" per Viareggio...

Miglia percorse: circa 60

P.S. L'ennesimo GRAZIE a Marco per aver permesso che tutto ciò accadesse.
P.P.S. La foto in alto è "di repertorio", nel senso che raffigura Habibi, ma in un contesto completamente diverso (in navigazione da Bastia a Capraia, nell'Aprile del 2006).

lunedì 8 settembre 2008

Cuori & fiori

Per le picche e i quadri dovrete aspettare il prossimo turno, per il momento inserisco queste due foto, scattate in questa fine d'estate priva di ispirazione...

Tuo

Questa è stata scattata in camera mia.. soggetto il solito omnipresente cuoricino rosso di gomma. Stavolta nel quadro ci sono anche le mani della mia bimba (piano piano riuscirò a convincerla a posare). Dettagli tecnici? Scena illuminata con il flash in modalità TTL wireless, attraverso un ombrello bianco traslucido, posizionato dietro al soggetto. Per evitare che il lampo del flash integrato illuminasse (seppur poco) la parte anteriore della scena ho schermato il fascio luminoso con una mano mentre scattavo, lasciando che la luce incidesse esclusivamente sul flash remoto.
In fase di post-produzione ho ravvivato leggermente i colori della foto leggermente sottoesposta, ho applicato un filtro HDR per dare più dinamica e profondità alla scena.
Ho provato ad inserire anche un effetto "Dave Hill" ma questo aumenta troppo il rumore non trascurabile già presente.

Colori

Questo geraneo è una delle ultime fioriture presenti nel giardino della suocera, al Secciule (Sarripoli - Pistoia). Ieri stavo vagando per il giardino con la macchina fotografica in mano ma non riuscivo a trovare il mio soggetto. Ho scattato diverse foto ai geranei con un 70mm ma non mi convincevano. E allora, spinto più dalla noia che dall'intuizione, ho montato il 300 macro e ho reinquadrato il fiore. Adesso lo sfondo appare più sfocato, sebbene stia scattando a f/5,6 come con l'altro obiettivo. La prossima volta voglio provare a fare una foto in notturna, con un filtro a finestra su cui ritaglierò una forma (ad esempio una stella). Inquadrando luci lontane dobrebbero apparire sulla "pellicola" come luci della stessa forma della finestra (mai viste in un film le luci sfocate di una città americana illuminata sullo sfondo? Beh, la forma triangolare o eptagonale o x-gonale è data dalla forma dell'otturatore dell'obiettivo... stesso principio).

Per stasera credo di aver consumato abbastanza questi tasti... è l'ora della nanna!
Alla prossima...