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lunedì 22 settembre 2008

Eureka!!!

Archimede diceva così, Puffo inventore avrebbe detto "Ho puff-trovato"...

Qualche lustro addietro, giocando in cortile con Andrea, venne fuori la fatidica domanda: "Te cosa vuoi diventare da grande?" e la mia risposta non lasciò dubbi: "L'INVENTORE!!!".

Oggi, non appena ho finito di montare il mio SPLASH&CLICK (suona bene, no?) ho ripensato ai miei sogni fanciulleschi e alle giornate passate in camera, annodato tra decine di pezzi di spago che davano vita ad un congegno che, attraverso la caduta di una biglia, che faceva scattare l'elastico, che faceva partire la macchina radiocomandata, che..... alla fine si accendeva la luce della stanza! Che cosa meravigliosa...

E adesso mi rendo conto che quel sogno lo sto perseguendo tutt'ora, e che alla fine essere ingegnere vuol dire anche essere un po' inventore.

Certo oggi non ho inventato niente di nuovo, o di utile per l'umanità, eppure vado fiero di aver costruito questo dispositivo che mi permette di scattare le foto ad oggetti in caduta libera.

L'idea è questa: si lascia cadere da una certa altezza un oggetto, che nella sua caduta attraversa un raggio di luce (in questo caso infrarossa). Il dispostivo è dotato di un "occhio" sensibile a tale luce, e quando vede buio (ovvero quando la sorgente luminosa è oscurata dall'oggetto in caduta) fa scattare la macchina fotografica chiudendo un interruttore apposito.

Per i dettagli e gli schemi... andate in fondo!

Tra i primi scatti realizzati ho selezionato questo.

 

Il primo tuffo

Lo sfondo è un troiaio, la composizione poteva essere curata di più, forse anche l'illuminazione, ma per il momento l'unica cosa che volevo vedere era quanto è preciso il sistema costruito...

Posso dire di essere più che soddisfatto! Variando l'altezza di lancio di diversi centimetri, si sposta l'altezza a cui viene scattata la foto (questo perchè si tratta di un moto accelerato, e la velocità con cui il grave attraversa la luce determina poi l'altezza allo scatto) di millimetri. Questo permette una regolazione ben precisa di quello che verrà catturato allo scatto.

La forcella ottica così realizzata è larga una decina di cm, sufficiente per "splashare" qualunque oggetto vogliate (magari non un incudine o un cubo di granito!).

In questa foto scattata col cellulare vedete il set-up per lo scatto... che bordello!!!

22092008149

Nelle prossime puntate cercherò di sfruttare al meglio questo gingillo!

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*** SCHEMA ELETTRICO "SPLASH & CLICK" ***

splash

Ho utilizzato due led IR per illuminare il fototransistore (inizialmente ne avevo messi due in parallelo, ma in questo modo il BC337 stava sempre in conduzione, a meno di non essere al buio assoluto). Sul collettore del BC337 si trova la tensione di saturazione quando non c'è nessun oggetto che oscura la luce infrarossa, altrimenti la tensione passa a 5 V quando è presente l'ostacolo. Ho usato un microcontrollore economico semplicemente per avere una temporizzazione precisa del ritardo con cui azionare il transistore di uscita (ho usato di nuovo un BC337, ma potete usare quello che volete). Nella versione finale del Firmware ho rimosso il ritardo nel codice del microcontrollore, dal momento che la macchina fotografica introduce di suo diversi millisecondi di ritardo tra l'accensione del BJT e lo scatto vero e proprio. In ogni caso questo schema generale può essere adattato a qualunque configurazione e macchina fotografica (nel mio caso una Sony A100, che scatta quando vengono cortocircuitati due piedini del terminale REMOTE).

Per domande e chiarimenti... fremebondo@tiscali.it

2 commenti:

Lisa ha detto...

sono senza parole.. sei un genio O_O

ps. non lo sapevo mica che eri così apassionato di fotografia.. ho visto le tue foto su flickr: proprio belle, complimenti

ciao
Lisa

Fremebondo ha detto...

Oh... ingegnere!!!! Ma che vuoi geniare.. il circuito lo vedi li sopra eh :-D
In confronto al uA che ti dovrai studiare.... hihihihih

Grazie cmq... ci si becca in facoltà se il Ministero non la rade al suolo prima!