Benvenuti... leggete e lasciate un commento, è sempre ben accetto!
... e se ne avete voglia date un'occhiatina al mio album di fotografie

martedì 11 novembre 2008

FInesettimana in barca... (a vela ?!?!)

Le parentesi in questo caso sono d'obbligo: in tre giorni di navigazione il motore è stato spento si e no un'oretta!
Comunque... andiamo con ordine.
Venerdì mattina alle otto sono già in autostrada, diretto a Pisa. L'appuntamento è alle 9 alla barca. Oltre a me e Marco, in barca c'è il super-ing, anche lui Marco all'anagrafe, che da qui in avanti chiameremo Marco-ing per distinguerlo da Marco-cpt (Oh captain, my captain!).
I Marchi arrivano alle 10 passate :-(
Pazienza.
Imbarchiamo il gasolio, l'acqua e tanta, tanta, ma proprio tanta cambusa, e verso le 11 molliamo gli ormeggi. Fuori dall'Arno la giornata si preannuncia all'insegna del Pot-Pot-Pot... mare calmo e una bava di vento. Andrà meglio nei giorni successivi?!
Non si può veleggiare... e allora si mangia. Mentre Habibi scivola sulla sua carena appena ripulita, con la prua a 207°, i tre marinai si godono una lauta porzione di pennette salsiccia e zafferano, e concludono con un paio di muffin al cioccolato che ha preparato la mia fidanzata (link).
La navigazione prosegue abbastanza noiosa con le traine in acqua. Sopra di noi il cielo da il meglio (o il peggio) di se, mettendo in mostra tutte le nuvole conosciute alla scienza metereologica. Lo spettacolo è un po' inquietante ma indubbiamente pittoresco.

Solo nella tempesta
L'equipaggio è sempre meno attivo... all'orizzonte non c'è traccia di "anima criata". O quasi! Quando siamo al traverso di Gorgona un minuscolo compagno di navigazione atterra sulla poppa di Habibi! Un piccolo uccellino tutto solo fa una sosta a bordo per rifocillarsi, calmare il suo cuoricino, e riprendersi un po'!

Clandestino a bordo
Rimane a bordo una ventina di minuti, e nel frattempo stermina tutti gli insettini che riesce ad individuare, snobbando le briciole di muffin che noi affettuosamente gli porgiamo, e saltellando sulle nostre cerate, forse alla ricerca di un pochino di tepore. Non sembra per niente spaventato da noi e si lascia accarezzare senza troppi problemi. Nel giro di 2 minuti ha esplorato tutta la barca, dal pozzetto alle crocette. Ad un certo punto ha ripreso la sua strada senza perder troppo tempo nei saluti, e noi che speravamo restasse con noi fino all'arrivo siamo rimasti con l'amaro in bocca.

Il marinaio e ... l'albatros
La navigazione prosegue dopo il tramonto, e solo a 5 miglia da Capraia si alza un po' d'aria che ci spinge a 5 nodi e ci permette di togliere motore. Arriviamo in porto alle 21, ma questo risulta chiuso per lavori. Entriamo comunque e ci ormeggiamo alla banchina del distributore di benzina, nel porto semi-deserto. La pigrizia ci consiglia di andare a mangiare un fritto misto da Beppone (il ristorante del porto di Capraia) anzichè cucinare in barca. Una decisione che ci costerà cara, visti i prezzi che l'oste ci riserva... 20 euro solo la porzione di fritto.
La notte trascorre tranquilla e la mattina, dopo aver fatto gasolio, siamo di nuovo pronti per partire. La cattiva impressione che abbiamo avuto la sera, per essere stati spennati al ristorante, peggiora la mattina, quando la direttrice del porto, che conosce Marco-cpt, chiama al cellulare e ci fa notare con tono stizzoso che siamo ripartiti senza pagare il porto. Un porto CHIUSO, che non offre servizi, del quale non abbiamo usato ne acqua ne corrente elettrica, per di più ormeggiati al distributore dal quale ci siamo anche serviti. E siamo fuori stagione! Inoltre la suddetta direttrice aveva comunicato giorni prima a Marco-cpt di essere in ferie! Amareggiati per questo comportamento ci mettiamo d'accordo per inviare il pagamento una volta rientrati. Personalmente credo che passerà del tempo prima che rimetta piede in Capraia.
Rimaniamo a rimugginare sull'accaduto per le ore successive, finchè le traine cominciano a fare il loro lavoro. Habibi sembra un peschereccio, con due canne che sporgono dalle fiancate e una lenza che parte dalla metà del paterazzo, tirata su per mezzo della cimetta della bandiera. Nel giro di due ore abbiamo cinque tombarelli che ciondolano a poppa. Marco ne cucina uno in maniera eccelsa... carpaccio con fagioli e cipolla per antipasto, sugo per la pasta, e filetti al limone cotti sulla piastra. Da leccarsi i baffi! E pensare che ODIA il tonno!!!
Dopo 30 migia in rotta 97° arriviamo davanti al golfo di Baratti, verso le 16. E lì decidiamo che ci siamo rotti del pot-pot-pot. Anche se il vento è pochissimo il motore viene spento e le ultime miglia si percorrono a meno di due nodi. Queste sono state senz'altro le due miglia più belle di tutta la navigazione: il sole, ormai ad un palmo dall'orizzonte, illuminava il promontorio di Populonia, completamente verde per la presenza dei pini marittimi. L'acqua scorreva lentamente lungo le fiancate, come una musica silenziosa, accompagnata dai deboli ticchettii del sartiame che sfiorava l'albero. Il silenzio.
Infinito
Per me un'ora di navigazione come questa da senso all'intero viaggio, e paga abbondantemente le ore di motore. Un'ora in cui nessuno a bordo aveva coraggio, o meglio, voglia di aprir bocca, tutti estasiati dallo spettacolo e desiderosi di assorbirne ogni istante.
Una volta raggiunto l'ancoraggio diamo fondo in 3 metri d'acqua, e io mi infilo in cuccetta, dove rimango fino alle 21, mentre i Marchi pescano un po' di minutaglia, insufficiente per qualunque preparazione, che verrà successivamente liberata. La cena è a base di fagioli e salsiccia, un'ottimo modo per scaldarci e mandarci a dormire soddisfatti. La mattina di buon ora si riparte con la prua a nord, diretti verso casa. Mi esibisco in una partenza a vela, quasi in assenza di vento... non c'è verso: si rolla il fiocco e ....pot-pot-pot! Il viaggio piuttosto noioso viene ravvivato ogni tanto dall'avvistamento lontanto di qualche delfino. Io ammazzo il tempo con una dormita infinita in pozzetto, disteso sul saccone dello spinnaker. All'altezza di Livorno, quando il sole si è avvicinato all'orizzonte, il mare è diventato letteralmente olio, senza la minima increspatura per miglia e miglia. Il sole riflesso gli dava un colore talmente ambrato che sembrava di navigare nell'oro fuso! Indimenticabile.
Tramonto dorato
Come ogni viaggio anche questo ha dovuto finire, all'ormeggio nell'Arno, dove dopo aver salutato l'ingegnere e il mitico Capitano ho ripreso la strada verso casa... non senza il desiderio di tornare presto a navigare!

P.S. Durante questa navigazione ho registrato le mie prime 1000 miglia di navigazione!!! Tanti auguri a me.. tanti auguri a me!!!

Nessun commento: