Benvenuti... leggete e lasciate un commento, è sempre ben accetto!
... e se ne avete voglia date un'occhiatina al mio album di fotografie

domenica 13 settembre 2009

Freme CNC – Meccanica – Parte II

Proseguono i lavori di realizzazione della fresa a controllo numerico.

Questa settimana ho completato la meccanica, realizzando il supporto per la fresa che si muove lungo l’asse x. I dettagli costruttivi sono già descritti nella prima parte: uncia novità, la scoperta del MDF (Medium Density Fiber) che è una sorta di truciolare dai trucioli MOOOOLTO piccoli. I vantaggi? Si lavora meglio, scheggia meno, si possono realizzare tagli e fori molto precisi, senza sbavature. Pensate che sull’asse x ho sostituito il polietilene dei cuscinetti longitudinali con l’MDF. Di nuovo necessario il trucco della sega a tazza e della resina per realizzare un buon allineamento.

Una volta assemblato tutto, ingrassato e registrato, ho montato il Dremel e ho provato una fresatura manuale, usando le mani al posto dei motori. L’utensile usato è una banale punta per trapano da 2,5 mm. I risultati sono, a mio avviso, incoraggianti! (a parte il terminale del dremel che a fine fresatura si è svitato, oooops)

Prossime tappe di questa follia:

- Ricerca ed acquisto dei motori passo-passo

- Realizzazione dell’elettronica di controllo e di potenza

- Configurazione del software su PC

- “Prova su strada”

Tornate a trovarmi presto per sapere come andrà a finire!

lunedì 7 settembre 2009

Freme CNC – Meccanica – Parte I

Inizia qui una serie di post che esula dal tema della fotografia… per chi non ha idea di cosa stiamo parlando consiglio un giretto su CNC Italia o su Hobbild. Oppure cercatevi un video, tipo questo.

L’idea di costruirmene una fresa a controllo numerico c’è sempre stata, ma le difficoltà con cui mi sarei scontrato mi hanno sempre scoraggiato. Solo dopo aver visto e usato un macchinario professionale (VHF CAM 100) al Dipartimento di Ing. Elettronica dell’Università di Pisa (dove attualmente lavoro) ho deciso di buttarmi nell’impresa.

Per cominciare ho preparato uno schizzo tridimensionale per orientarmi nella costruzione.

CNC CNC2

Con Google Sketchup ho disegnato il modello della meccanica. Anzichè muovere l’intero ponte lungo l’asse Y, ho scelto di ancorarlo alla base, facendo invece scorrere il piano di lavoro sotto la fresa. La slitta che si muove lungo l’asse z scorre invece lungo le guide fissate sul ponte. Il supporto della fresa può scorrere lungo l’asse x, il quale è solidale alla slitta dell’asse z.

A questo punto inizia la fase più delicata: la scelta dei materiali e dei componenti. Per contenere i costi ho scelto di ricorrere a materiali reperibili presso un centro brico o una ferramenta, senza dover acquistare on-line sistemi dedicati. La struttura è realizzata in legno truciolare, che offre caratteristiche abbastanza isotrope (uniformi nelle varie direzioni) oltre ad essere facilmente lavorabile. Per le guide ho utilizzato dei tondini di alluminio: NON FATE LO STESSO ERRORE! L’effetto satinato è assolutamente nocivo perchè aumenta il coefficiente d’attrito e rende difficoltoso lo scorrimento delle slitte!!! Come vite senza fine ho utilizzato delle barre di acciaio filettate: sono da 6 mm perchè più economiche, ma effettivamente flettono un po’ troppo. Un semplice dado, solidale con la slitta, costituisce la chiocciola.

Ingegneri meccanici o appassionati di CNC inorridiranno, e hanno ragione: di solito si usano barre di almeno 14 mm, con passo di qualche millimetro e filettatura trapezoidale. Al confronto la mia soluzione è molto meno robusta. Inoltre utilizzando il passo standard della filettatura M6 (0,75 mm) si ottengono spostamenti MOLTO lenti e quindi tempi di lavorazione lunghi, anche se in parte si recupera un po’ sulla precisione degli spostamenti.

Allineamenti: ORRORE!!! Impensabile poter realizzare allineamenti decenti semplicemente forando la slitta in legno. bastano pochi decimi di millimetro di disassamento tra due fori per renderla durissima da muovere. Soluzione ottimale: cuscinetti cilindrici su guide rettificate. Contro: €€€. Soluzione adottata: ho realizzato dei cuscinetti in polietilene utilizzando una sega a tazza su un tagliere da cucina (quelli di plastica bianca) da 1 cm di spessore. Con la stessa tazza ho aperto dei grossi fori nelle slitte di truciolare. Considerando che la tazza è uno strumento sprecisissimo, si ottiene uno scarto di qualche mm tra il diametro esterno del cuscinetto e il diametro interno del foro sul legno. A questo punto si inserisce la slitta, si posiziona ad una estremità dell’asse, allineandola con la struttura e serrandola con un morsetto. Dopo aver spalmato un velo di resina epossidica sull’interno del foro, si inserisce il cuscinetto sulla guida e si fa scorrere nel foro del legno (ecco a che serve il gioco introdotto dall’orrida sega a tazza). Si sigilla bene con altra resina. Dopo 10 minuti saremo in grado di muovere la nostra slitta con uno sforzo minuscolo.

Di seguito un paio di video della meccanica in costruzione.

Seguiranno presto nuovi sviluppi….

…STAY CONNECTED ;-)

lunedì 20 aprile 2009

Pan per focaccia!

Freme-Blog è “non solo fotografia”, giusto? E allora un po’ di sana concorrenza alla mia fidanzata cuciniera di leccornie con questa delizia made by MAISELF…

DSC01457

FOCACCIA CON POMODORI E OLIVE,

liberamente ispirata alla "Focaccia in salamoia con pomodorini" di Virginia…

La ricetta la copio-incolo, sperando non me ne voglia la pluricitata autrice.

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Focaccia in salamoia con pomodorini
per 6 persone [secondo me, anche per 8]
per la focaccia
800g farina 00
200g manitoba
300g
lievito madre
mezzo litro di acqua oligominerale
25g di burro
75g olio evo
15g sale integrale marino grosso [per me, sale grigio di Guerande]
per la salamoia
300g acqua oligominerale
100g olio evo
50g sale marino integrale grosso
Pomodorini tagliati in due


Sciogliere l'acqua e il lievito madre per circa 5 minuti. Aggiungere la farina, l'olio e il burro sciolto a temperatura ambiente. Impastare con un robot da cucina dotato di spirale, a velocità 2 per circa 5 minuti. Aggiungere il sale solo all'ultimo. Coprire con un canovaccio e lasciare riposare per un'ora. Stendere l'impasto omogeneamente in una teglia media da forno, dopo aver dato un giro di pieghe. Ricoprire la focaccia con la salamoia. Far lievitare per 5 ore. Aggiungere i pomodorini e infornare per 25-30 minuti a 220 gradi. Per ottenere la salamoia miscelare l'acqua con l'olio e il sale.
N.B.:Per quanto riguarda la cottura, è importante riuscire a far "respirare" la parte sotto che, data la salamoia, rimarrebbe troppo umida. Quindi consiglio, verso la fine, di toglierla dalla teglia e terminare la cottura sulla griglia.
Una volta uscita dal forno, ne ho leggermente spennellata la superficie con un po' d'olio d'oliva e spolverata con dell'origano.”

Tratto da http://spilucchino.blogspot.com

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Le uniche variazioni sul tema che ho inserito sono i pomodori che hanno sostituito gli odiosi pomodorini (dico odiosi perchè ritengo che i pomodorini siano la causa di quasi ogni sciagura apparsa sulla faccia della terra) col loro sapore dolciastro capace di sciupare ogni ricetta che un pomodorio serio esalterebbe! Ho aggiunto anche le olive ma devo trovare un modo per farle stare appiccicate all’impasto… non ho voluto premere troppo perchè avevo paura di sgonfiarlo.

Questa è stata la prima ricetta in cui ho usato la mia nuova bestiolina: <rullo di tamburi> il…LIEVITO MADRE! Finalmente, dopo n esperimenti miseramente falliti, sono riuscito a dar vita a questo portento seguendo la video-ricetta di "La Cucina Italiana". Ho saltato solo il passaggio della cartina tornasole perchè non sapevo dove comprarla. Mi sono basato sulla dimensione degli alveoli e sul colore della pasta (nonchè su una buona dose di c**o) per decidere che l’acidità era giusta. E in effetti il sapore della focaccia era FANTASTICO.

Unica nota fotografica… la foto sopra va contro gli insegnamenti dei fotografi di cucina, che consigliano di illuminare il soggetto dal retro. Ho provato, ma il risultato è più invitante e “naturale” (come la lievitazione della focaccia) utilizzando la luce ambiente…

Che dire? Vado a controllare i panini con l’uvetta che ho messo a gonfiare… incrocio le dita e

BUON APPETITO!

martedì 24 marzo 2009

Amsterdam: non solo tulipani…

Stavolta invece delle solite foto… eccovi una bella carrellata con tanto di sottofondo musicale (consiglio di cliccare sul simbolino HD sulla barra di riproduzione, se disponete di connessione veloce)…

Il resoconto di questo fantastico weekend arriverà tra qualche giorno… quando sarà finito di scrivere. Per adesso BUONA VISIONE…

Naturalmente per chi volesse vedere le foto a risoluzione maggiore ho messo qualcosa anche su Flickr…

  Mulini a vento  Tulipani

Aria

Tulipani

P.S. Commenti e consigli son sempre MOLTO graditi!!!

domenica 8 marzo 2009

Rosy al mare!

Una giornata al mare... con la Rosy!
P.S. cliccare sulla foto per aprirla, sulla freccia rossa in alto a destra per ingrandirla!

martedì 24 febbraio 2009

La Città Vecchia

Dopo più di un mese in cui non ho pubblicato niente, eccomi di ritorno, con un reportage della giratella domenicale a Genova, lo scorso finesettimana, insieme alla Letizia… Diciamo che è un’intervento più “musicale” che fotografico, ma non voglio anticiparvi nulla.

<<DSC00175 La sveglia che alle 6 inizia a suonare non è certo il modo migliore per iniziare la giornata: si arriva alla stazione di Viareggio con gli occhi assonnati e la mente che deve ancora carburare. Il treno per Genova parte dal terzo binario. E' in orario, stranamente. Dopo qualche ora passata ad ascoltare la prolissità di una spezina e l'esilarante dialetto di una tamarrissima livornes, scendiamo alla stazione di Genova Piazza Principe. Pochi passi e ci affacciamo sul Porto Antico: chissà come doveva essere cinquecento anni fa, quando Genova era la regina dei nostri mari. Si entra nel grande blu: L'acquario. Dopo un filmetto 3D sugli squali, non particolarmente interessante, iniziamo la visita delle vasche... foche, delfini, squali, pesci della barriera corallina, razze e torpedini, tartarughe... tantissime specie.. eppure ci manca qualcosa: forse di fascino, o di spettacolarità. Continuiamo la visita sperando che la "Foresta dei Colibrì" compresa nei 21 euro di biglietto possa rivelarsi una sorpresa. In una stanza di 10 metri quadri ci sono un paio di alberelli sui quali cinguettano 3 colibrì, che ogni tanto prendono il volo rimanendo sospesi in aria grazie al velocissimo batter d'ali. Alla fine niente di entusiasmante. Confidiamo nell'ultima attrazione inclusa nel biglietto... la "Biosfera". In una grossa sfera di vetro situata vicino all'acquario dovrebbe essere conservato un angolo di foresta tropicale, con rettili, farfalle, uccelli: una tartaruga dalla testa stranissima, qualche ibis rosso e un cacatua rosa che viene preso quasi a bastonate dalla custode. Di nuovo una delusione. Si sa che i genovesi non sono larghi di manica, ma insomma! Usciamo dall'acquario sperando di trovare più soddisfazione nel prosieguo della giornata... e Faber ci viene incontro.  DSC00196La targa con cui gli è stato intitolato il molo del Porto Antico ci invita a proseguire la visita verso le strade della città vecchia... "dove il sole del buon Dio non dà i suoi raggi". Intrufolandosi per minuscole stradine, dove allargare le braccia è impossibile, senza sbattere nelle pareti delle case, troviamo un forno che fa una schiacciata col pesto meravigliosa. Ce ne saziamo, assieme a un paio di calzoncini col prosciuttto... che bontà! Dopo poco raggiungiamo il palazzo  Ducale, sulla cui facciata è appeso lo striscione della mostra. Con 6 euri facciamo il biglietto studenti e ci immergiamo nel sottoportico del palazzo, dove in 4 sale avvolte dalla semioscurità si snoda una mostra  incredibilmente interessante e oltremodo affascinante.
La prima sala è dedicata ai temi della musica di Faber...Amore, Guerra, Genova, Libertà,
DSC00200Gli Ultimi, La Morte.
Su altrettante cornici sospese in aria sono proiettate inerviste inedite accompagnate dalla musica del cantautore genovese. Sulle pareti si trovano delle teche che racchiudono scritti originali di Fabrizio e dei suoi familiari. La mostra prosegue in una seconda sala in cui sono presenti delle scatole con i suoi album in 33 giri: appoggiandoli su appositi tavoli vengono proiettati dei video relativi agli album stessi, nonchè ai collaboratori che hanno partecipato alla realizzazione. La terza sala è dedicata ai protagonisti delle canzoni, che appaiono in tre gigantesche carte da tarocchi, appese al centro della stanza. L'ultima parte della mostra  riguarda invece la vita di Faber: i visitatori possono inserire delle diapositive in appositi telai per veder proiettati sul muro ricordi e interviste. Usciamo dal Palazzo Ducale molto più soddisfatti di come ci eravamo entrati: una mostra piena di contenuti inediti, interessantissima, assolutamente lontana dal "fanatismo".
La nostra visita a Genova prosegue ormai sulle orme di De Andrè... e così non possiamo far a meno di canticchiare nella mente le sue melodie mentre ci  rituffiamo di nuovo nei vicoletti del centro. Passiamo per la bellissima Via Garibaldi, patrimonio dell'Unesco, con i suoi palazzi dalle facciate maestose. E poi di nuovo sotto i portici del lungomare, dove si respirano odori forti, dalle pescherie ai negozi di kebab, alle macellerie, salumerie, chi più ne ha più ne metta! C'è perfino un negozio di... tappi di sughero!
Dopo esserci concessi un gelato si riprende la marcia e in pochi minuti siamo all'inizio della celeberrima Via Del Campo, un tempo (e forse ancora oggi?) dimora delle prostitute della città Ligure.

 DSC00215

A metà della via c'è una sorta di piazzatta: un bassorilievo sul muro riproduce Faber con la sigaretta in mano, e sotto sono scritti due dei suoi versi:DSC00218
"Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior...".
Di fronte c'è la "bottega" di musica di Gianni Tassiò, che è ormai diventato  meta del  pellegrinaggio degli appassionati di Faber. Oltre a una quantità smisurata di vinili e CD, in una teca è ospitata la sua chitarra Esteve '97.
Sulla porta un biglietto recita: "Non si può fotografare, si DEVE"... e io non me lo faccio ripetere due volte.
Su una parete del negozio è stato sistemata una specie di finestrella, al cui interno è raffigurato Faber, e sul cui davanzale è appoggiato un grosso posacenere dove la gente di passaggio lascia una sigaretta, con su scritto il proprio nome. Noi non fumiamo, ma abbiamo voluto dire la nostra, su uno scontrino che avevo nel portafoglio:
"L'unico rimpianto è che non possa scrivere altre 1000 canzoni"
DSC00228Dopo l'ennesima raffica di foto ci rimettiamo in rotta verso la stazione, passando per via di Prè, un tempo la strada più malfamata della città. Oggi ospita decine di negozi di kebab, macellerie arabe, è abitata per lo più da stranieri... e non ha affatto l'aria inquietante di tutte le altre stradine che abbiamo attraversato!
Arrivati alla stazione Trenitalia ci ruba 7 euri per spostarci i biglietti sull'Intercity precedente a quello prenotato.
Quando il treno parte noi siamo sfiniti, i piedi ci fumano e gli occhi non stanno aperti: la giornata è stata più che piacevole, e non riusciamo a toglierci dalla testa le canzoni che abbiamo ascoltato.

DSC00233 


Genova è una città fortemente legata alla sua storia, forse più di altre città italiane: non la conserva solo nei suoi monumenti ma si respira quasi nell'aria, e la trasmette attraverso i suoi abitanti. De Andrè ha saputo cantarla e raccontarla probabilmente come meglio non sarebbe possibile. Credo, soprattutto dopo aver visitato la mostra, che la città debba molto a lui, come lui deve molto alla sua città. >>

"...se capirai, se li cercherai fino in fondo, se non sono gigli son pur sempre figli, vittime di questo mondo"

Gabriele e Letizia           

domenica 25 gennaio 2009

GoodWidgets

Che ne dite di questa applet per la visualizzazione di fotografie? Simpatica no???

venerdì 9 gennaio 2009

Let it snow...

Let it snow!!!

Nonostante le catastrofiche previsioni di queste settimane, qui a Pistoia NIENTE NEVE!!! Nonostante questo non mi sono fatto "intiepidire" dal clima, e mi sono dato da fare con un vecchio paio di sci, trovati anni fa vicino ad un cassonetto.

n1215188908_30255898_9788In un paio di n1215188908_30255899_354pomeriggi di intenso lavoro con legno, chiodi, sega, martello, trapano e un colpetto di saldatrice... ha cominciato a prendere forma il "Bolide"! Nelle foto sono immortalati alcuni istanti della lavorazione!

Ho deciso anche di aggiungere un paio di freni, realizzati con due tubi di acciaio zincato: efficientissimi con poca neve (si inchioda come toccano il terreno) ma assolutamente inutili in presenza di un bel manto bianco di qualche decina di centimetri.

 n1215188908_30255900_901    n1215188908_30255901_1460

n1215188908_30280782_6565    n1215188908_30280783_6874

Dopo averlo provato all'Acquerino su un falso piano dove non si muoveva nemmeno, è venuto il momento di portarlo nel pratone della Macchia Antonini. Su 30 cm di neve il "Bolide" filava a meraviglia, perfettamente dritto ed equilibrato, con la struttura in legno che assecondava agilmente le cunette di neve. Sulla neve fresca.. velocità moderata, ma dove la neve era stata battuta dagli snowboard e slittini dei bambini ha dato il meglio di sè.

Ho approfittato per fare un paio di scatti nuovi... quello che vedete in alto è riuscito bene! La tecnica è arci-nota: basta cercare "Panning" su Google e verrete sommersi di informazioni (es. http://it.wikipedia.org/wiki/Panning). In due parole, si tratta di fotografare soggetti in movimento con un tempo di apertura superiore a quello che riuscirebbe a congelare il movimento. Mentre si scatta si segue il soggetto con l'obiettivo, muovendo la macchina fotografica. Uno scatto su 20 dovrebbe presentare un soggetto ben definito, e lo sfondo completamente mosso. Questa tecnica, molto usata nella fotografia di eventi automobilistici (es. rally) conferisce all'immagine un idea di dinamismo e velocità.

Non trovate?

Alla prossima scivolata... e Buona Neve!