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martedì 24 febbraio 2009

La Città Vecchia

Dopo più di un mese in cui non ho pubblicato niente, eccomi di ritorno, con un reportage della giratella domenicale a Genova, lo scorso finesettimana, insieme alla Letizia… Diciamo che è un’intervento più “musicale” che fotografico, ma non voglio anticiparvi nulla.

<<DSC00175 La sveglia che alle 6 inizia a suonare non è certo il modo migliore per iniziare la giornata: si arriva alla stazione di Viareggio con gli occhi assonnati e la mente che deve ancora carburare. Il treno per Genova parte dal terzo binario. E' in orario, stranamente. Dopo qualche ora passata ad ascoltare la prolissità di una spezina e l'esilarante dialetto di una tamarrissima livornes, scendiamo alla stazione di Genova Piazza Principe. Pochi passi e ci affacciamo sul Porto Antico: chissà come doveva essere cinquecento anni fa, quando Genova era la regina dei nostri mari. Si entra nel grande blu: L'acquario. Dopo un filmetto 3D sugli squali, non particolarmente interessante, iniziamo la visita delle vasche... foche, delfini, squali, pesci della barriera corallina, razze e torpedini, tartarughe... tantissime specie.. eppure ci manca qualcosa: forse di fascino, o di spettacolarità. Continuiamo la visita sperando che la "Foresta dei Colibrì" compresa nei 21 euro di biglietto possa rivelarsi una sorpresa. In una stanza di 10 metri quadri ci sono un paio di alberelli sui quali cinguettano 3 colibrì, che ogni tanto prendono il volo rimanendo sospesi in aria grazie al velocissimo batter d'ali. Alla fine niente di entusiasmante. Confidiamo nell'ultima attrazione inclusa nel biglietto... la "Biosfera". In una grossa sfera di vetro situata vicino all'acquario dovrebbe essere conservato un angolo di foresta tropicale, con rettili, farfalle, uccelli: una tartaruga dalla testa stranissima, qualche ibis rosso e un cacatua rosa che viene preso quasi a bastonate dalla custode. Di nuovo una delusione. Si sa che i genovesi non sono larghi di manica, ma insomma! Usciamo dall'acquario sperando di trovare più soddisfazione nel prosieguo della giornata... e Faber ci viene incontro.  DSC00196La targa con cui gli è stato intitolato il molo del Porto Antico ci invita a proseguire la visita verso le strade della città vecchia... "dove il sole del buon Dio non dà i suoi raggi". Intrufolandosi per minuscole stradine, dove allargare le braccia è impossibile, senza sbattere nelle pareti delle case, troviamo un forno che fa una schiacciata col pesto meravigliosa. Ce ne saziamo, assieme a un paio di calzoncini col prosciuttto... che bontà! Dopo poco raggiungiamo il palazzo  Ducale, sulla cui facciata è appeso lo striscione della mostra. Con 6 euri facciamo il biglietto studenti e ci immergiamo nel sottoportico del palazzo, dove in 4 sale avvolte dalla semioscurità si snoda una mostra  incredibilmente interessante e oltremodo affascinante.
La prima sala è dedicata ai temi della musica di Faber...Amore, Guerra, Genova, Libertà,
DSC00200Gli Ultimi, La Morte.
Su altrettante cornici sospese in aria sono proiettate inerviste inedite accompagnate dalla musica del cantautore genovese. Sulle pareti si trovano delle teche che racchiudono scritti originali di Fabrizio e dei suoi familiari. La mostra prosegue in una seconda sala in cui sono presenti delle scatole con i suoi album in 33 giri: appoggiandoli su appositi tavoli vengono proiettati dei video relativi agli album stessi, nonchè ai collaboratori che hanno partecipato alla realizzazione. La terza sala è dedicata ai protagonisti delle canzoni, che appaiono in tre gigantesche carte da tarocchi, appese al centro della stanza. L'ultima parte della mostra  riguarda invece la vita di Faber: i visitatori possono inserire delle diapositive in appositi telai per veder proiettati sul muro ricordi e interviste. Usciamo dal Palazzo Ducale molto più soddisfatti di come ci eravamo entrati: una mostra piena di contenuti inediti, interessantissima, assolutamente lontana dal "fanatismo".
La nostra visita a Genova prosegue ormai sulle orme di De Andrè... e così non possiamo far a meno di canticchiare nella mente le sue melodie mentre ci  rituffiamo di nuovo nei vicoletti del centro. Passiamo per la bellissima Via Garibaldi, patrimonio dell'Unesco, con i suoi palazzi dalle facciate maestose. E poi di nuovo sotto i portici del lungomare, dove si respirano odori forti, dalle pescherie ai negozi di kebab, alle macellerie, salumerie, chi più ne ha più ne metta! C'è perfino un negozio di... tappi di sughero!
Dopo esserci concessi un gelato si riprende la marcia e in pochi minuti siamo all'inizio della celeberrima Via Del Campo, un tempo (e forse ancora oggi?) dimora delle prostitute della città Ligure.

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A metà della via c'è una sorta di piazzatta: un bassorilievo sul muro riproduce Faber con la sigaretta in mano, e sotto sono scritti due dei suoi versi:DSC00218
"Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior...".
Di fronte c'è la "bottega" di musica di Gianni Tassiò, che è ormai diventato  meta del  pellegrinaggio degli appassionati di Faber. Oltre a una quantità smisurata di vinili e CD, in una teca è ospitata la sua chitarra Esteve '97.
Sulla porta un biglietto recita: "Non si può fotografare, si DEVE"... e io non me lo faccio ripetere due volte.
Su una parete del negozio è stato sistemata una specie di finestrella, al cui interno è raffigurato Faber, e sul cui davanzale è appoggiato un grosso posacenere dove la gente di passaggio lascia una sigaretta, con su scritto il proprio nome. Noi non fumiamo, ma abbiamo voluto dire la nostra, su uno scontrino che avevo nel portafoglio:
"L'unico rimpianto è che non possa scrivere altre 1000 canzoni"
DSC00228Dopo l'ennesima raffica di foto ci rimettiamo in rotta verso la stazione, passando per via di Prè, un tempo la strada più malfamata della città. Oggi ospita decine di negozi di kebab, macellerie arabe, è abitata per lo più da stranieri... e non ha affatto l'aria inquietante di tutte le altre stradine che abbiamo attraversato!
Arrivati alla stazione Trenitalia ci ruba 7 euri per spostarci i biglietti sull'Intercity precedente a quello prenotato.
Quando il treno parte noi siamo sfiniti, i piedi ci fumano e gli occhi non stanno aperti: la giornata è stata più che piacevole, e non riusciamo a toglierci dalla testa le canzoni che abbiamo ascoltato.

DSC00233 


Genova è una città fortemente legata alla sua storia, forse più di altre città italiane: non la conserva solo nei suoi monumenti ma si respira quasi nell'aria, e la trasmette attraverso i suoi abitanti. De Andrè ha saputo cantarla e raccontarla probabilmente come meglio non sarebbe possibile. Credo, soprattutto dopo aver visitato la mostra, che la città debba molto a lui, come lui deve molto alla sua città. >>

"...se capirai, se li cercherai fino in fondo, se non sono gigli son pur sempre figli, vittime di questo mondo"

Gabriele e Letizia